Massimo Bagnato arrestato per stalking, l’avvocato difende il comico: “È stato un cruento fermo”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il comico romano, volto noto del circuito televisivo di Zelig e Colorado, è finito in manette la sera del 27 aprile nel quartiere Balduina. A chiamare i carabinieri è stata la sua ex compagna, la quale ha riferito di essere stata avvicinata mentre rientrava a casa da un uomo che, nonostante un rifiuto categorico e la fine ufficiale della loro relazione durata un decennio, continuava a insistere per un confronto diretto. Quando la pattuglia del comando Medaglie d’Oro è giunta sul posto, il cinquantatreenne era ancora lì, in evidente stato di alterazione che avrebbe reso necessario il suo accompagnamento in caserma con l’uso delle manette. L’intera vicenda giudiziaria, che ha portato all’applicazione del divieto di avvicinamento alla vittima, ruota attorno all’interpretazione dei fatti successivi alla rottura: da un lato la procura delinea un quadro di persecuzione, dall’altro la difesa ridimensiona la portata degli episodi.
Il racconto dell’arresto e la difesa: “Modalità brutali”
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, condivisa da più testate, quando i militari sono intervenuti, Massimo Bagnato avrebbe iniziato a inveire in maniera minacciosa sia nei confronti della donna sia dei carabinieri stessi, tentando di opporre resistenza. La scena, verificatasi intorno alle 20:30, si è conclusa con il comico ammanettato e caricato sull’auto di servizio, non prima che questi si fosse girato verso l’ex urlando una frase che sembra racchiudere il suo stato d’animo di allora: “Guarda cosa mi hai fatto, guarda cosa mi hai combinato”. È proprio sulla modalità del fermo che si è concentrata la strategia del legale dell’artista, Claudio Berardi.
L’avvocato ha parlato di un intervento giudicato “cruento” e sproporzionato; ha evidenziato come l’arresto sia stato eseguito con modalità brusche e secche, tali da causare al suo assistito la frattura del metacarpo. “L’hanno caricato in macchina con una veemenza eccessiva”, ha sostenuto la difesa, cercando di spostare l’attenzione sul trattamento subito dall’indagato, piuttosto che sulle ragioni che hanno portato alla chiamata al 112. Durante l’udienza per direttissima tenutasi martedì 28 aprile, Bagnato ha personalmente riferito di quella rabbia provata al momento delle manette, una rabbia legata più all’arresto in sé che al senso di colpa per le condotte contestategli.
Piccoli episodi di disturbo o stalking consumato?
Il fulcro della questione, al di là della cronaca del fermo, riguarda la natura dei comportamenti tenuti da Bagnato nei trenta giorni successivi alla fine della relazione, avvenuta a inizio aprile. La donna, ex compagna dell’attore, ha sporto una querela dettagliata raccontando un incubo fatto di pedinamenti e appostamenti; il comico si sarebbe presentato sotto casa e fuori dalla sua palestra, cercando un contatto che l’ex aveva invece deciso di recidere bloccandolo ovunque, persino su WhatsApp. Secondo l’accusa, quei comportamenti hanno generato nella vittima un perdurante stato di ansia, tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini quotidiane per timore di incontrarlo.
L’avvocato Berardi, pur comprendendo la spiacevolezza oggettiva della situazione, ha respinto con forza l’etichetta di “stalking”. Per lui si tratta invece di “piccoli episodi di disturbo” e di “un’assenza di reiterazione” tale da giustificare una fattispecie penale meno grave. Lo stesso Bagnato, ascoltato in aula, ha ammesso di aver aspettato la donna sotto casa o in altri luoghi pubblici, lo ha però giustificato come un gesto compiuto “sempre con educazione”, spinto dalla sola necessità di ottenere una spiegazione tranquillizzante sulla fine di un amore durato dieci anni.
Il verdetto del giudice: niente carcere, scatta il divieto di avvicinamento
Al termine del processo per direttissima, il giudice monocratico del tribunale di piazzale Clodio ha preso una decisione che sembra voler tracciare una linea netta tra la persecuzione vera e propria e l’affanno emotivo post-rottura. Nonostante la procura avesse richiesto la custodia cautelare in carcere – un provvedimento severo che avrebbe stravolto definitivamente la carriera dell’uomo – il tribunale ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per una tale misura. La decisione è stata motivata con l’assenza di episodi di concreta e documentata violenza fisica o di minacce specifiche nel curriculum delle molestie contestate.
Il giudice ha però convalidato il fermo e, cosa ben più rilevante sul piano della prevenzione, ha emesso un’ordinanza che impone al comico il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna. Si tratta di una misura che lo costringe a mantenere una distanza obbligata dalla vittima, pena la violazione della libertà vigilata. In attesa del prosieguo del procedimento, la cui prossima udienza è stata già fissata per il 10 luglio, Bagnato è quindi libero, ma vive sotto la spada di Damocle del rispetto di questa distanza.




