Puglia, il centrosinistra allo sbando tra ultimatum e mediazioni fallite
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Redazione Interno
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La Puglia, che pure avrebbe bisogno di una politica concentrata sui suoi annosi problemi, è invece paralizzata da una guerra fratricida nel centrosinistra, la cui implosione appare sempre più probabile. Il candidato naturale alla successione di Michele Emiliano, Antonio Decaro, ha posto una condizione che suona come un ultimatum: la sua discesa in campo è subordinata all’assenza, nelle liste, dello stesso governatore uscente e di Nichi Vendola. Una pretesa che, se da un lato segnala l’esaurimento di ogni pazienza dopo anni di convivenze forzate, dall’altro rende il negoziato quasi impraticabile.
Proprio per scongiurare il collasso, il presidente nazionale del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, è intervenuto pubblicamente schierandosi senza riserve. “In Puglia tutti stanno aspettando Antonio”, ha dichiarato, confermando il totale appoggito del partito all’europarlamentare e ex sindaco di Bari. Questo endorsement, però, non ha affatto smorzato i toni dello scontro, anzi, rischia di aver inasprito ancor di più le posizioni degli altri contendenti.
Michele Emiliano, dal canto suo, non sembra intenzionato a cedere il passo e, anzi, sta già valutando possibili nomi alternativi a Decaro qualora le sue condizioni non venissero accolte. Una mossa che dimostra come la frattura sia ormai profonda e difficilmente ricucibile con semplici mediazioni. La posta in gioco, del resto, è altissima e riguarda il controllo futuro di una regione cruciale.




