Come proteggere il portafoglio dai dazi di Trump: le mosse dei gestori per navigare la volatilità
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Redazione Economia
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L’allarme è suonato sui mercati, e le borse hanno già iniziato a tremare. Dopo l’annuncio dei nuovi dazi da parte di Donald Trump, lo scorso 2 aprile, l’incertezza ha preso il sopravvento, trascinando gli indici verso perdite consistenti e spingendo la volatilità a livelli che, negli ultimi anni, si erano visti solo in momenti di crisi estrema. L’indice VIX, il cosiddetto "termometro della paura", ha superato quota 50, un dato che – a parte i picchi pandemici e quelli della crisi finanziaria del 2008 – non si registrava da tempo. Persino durante lo scoppio della guerra in Ucraina, il massimo toccato era stato 36.
La tregua di 90 giorni decisa dalla Casa Bianca il 9 aprile, congelando i dazi reciproci per tutti i Paesi tranne la Cina – per cui l’aliquota è salita dal 104% al 125% –, ha solo parzialmente calmato gli animi. Ma il rischio che la situazione possa degenerare rimane, e gli investitori, dai piccoli risparmiatori ai grandi fondi, si interrogano su come difendere i propri capitali. Quattro gestori esperti, analizzando le dinamiche in corso, hanno delineato strategie che potrebbero rivelarsi cruciali nei prossimi mesi.
Chi ha puntato su asset rifugio come oro e titoli di Stato a lunga scadenza, per esempio, ha già visto un apprezzamento, mentre le azioni dei settori più esposti ai dazi – dall’automotive al tech – hanno subito contraccolpi significativi. Altri, invece, stanno riducendo l’esposizione ai mercati emergenti, preferendo realtà con economie più stabili e meno dipendenti dagli scambi con Stati Uniti e Cina.
La domanda, però, va oltre la semplice asset allocation: perché un risparmiatore come Giovanni, che non ha mai lavorato in finanza, si trova improvvisamente a dover capire cosa significhi un balzo del VIX o un’impennata dei rendimenti dei Treasury? La risposta è semplice: quando le tensioni geopolitiche si traducono in oscillazioni dei mercati, il conto corrente ne risente, che lo si voglia o no. E se è vero che i grandi investitori hanno strumenti sofisticati per proteggersi, anche chi gestisce un patrimonio più modesto può adottare accorgimenti per limitare i danni.




