È morto Alvaro Vitali, il Pierino che ha fatto ridere l’Italia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alvaro Vitali, il volto indimenticabile del personaggio di Pierino, è scomparso all’età di 69 anni dopo due settimane di ricovero per una broncopolmonite. La notizia, appresa quasi per caso da molti dei suoi ex colleghi – tra cui Gloria Guida, che lo ricordava come un professionista gentile e divertente –, ha riportato alla luce non solo la carriera di un comico iconico, ma anche le ombre di un attore che, negli ultimi anni, aveva sofferto per la mancanza di opportunità lavorative.

Nato a Roma nel 1954, Vitali era diventato un simbolo del cinema trash italiano grazie alla saga di Pierino, iniziata nel 1972 con Pierino contro tutti e proseguita per oltre un decennio con pellicole come Pierino colpisce ancora (1982), dove nacque il tormentone «Col fischio o senza?», destinato a entrare nell’immaginario collettivo. La sua comicità, spesso grezza e volutamente esagerata, lo aveva reso un interprete unico, capace di far ridere senza bisogno di dialoghi sofisticati.

Eppure, nonostante il successo popolare, il rapporto di Vitali con il cinema non era sempre stato semplice. Gloria Guida, che con lui aveva condiviso il set in numerose commedie, ha rivelato quanto l’attore soffrisse per il progressivo disinteresse dell’industria cinematografica. «Si lamentava delle mancate proposte», ha confessato, sottolineando come Vitali, pur essendo un punto di riferimento per molti, si sentisse sempre più ai margini.

La sua eredità, però, va oltre le polemiche. I film di Pierino, oggi disponibili su piattaforme come RaiPlay, continuano a far ridere nuove generazioni, dimostrando come quella comicità – a tratti surreale, a tratti grottesca – avesse un’immediatezza senza tempo. E mentre il cinema piange la sua scomparsa, c’è chi ripensa a un’altra perdita dolorosa: quella di Laura Antonelli, morta il 22 giugno 2015 dopo anni di declino, segnati da vicende giudiziarie e problemi personali. Due destini diversi, ma accomunati da un’epoca che li aveva resi icone, prima di lasciarli indietro.

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