Ardoino e Tether: l'idea di comprare la Juventus e il nodo venditore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, ha espresso pubblicamente l’interesse a un’acquisizione totale della Juventus, dichiarando che l’operazione, però, non può prescindere dalla volontà di chi detiene il pacchetto di maggioranza. Le sue parole, rilasciate a margine del ‘Plan B Forum’ di Lugano, in Svizzera, gettano una luce nuova sulle mosse della società, divenuta ormai il secondo azionista del club bianconero. Tether, colosso nel settore delle stablecoin, ha progressivamente incrementato la propria quota nel capitale juventino, arrivando a possedere l’11,5% e posizionandosi così alle spalle della sola Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla la società.

La posizione di Tether e le parole di Ardoino

“Certo che comprerei la Juve! Ma ecco cosa serve”, ha affermato Ardoino, il quale, pur manifestando un’evidente ambizione, ha sottolineato come la realizzazione di un progetto così rilevante dipenda essenzialmente dall’esistenza di un venditore. L’azienda, che ha sede a El Salvador e che, secondo quanto riportato dallo stesso amministratore delegato a Bloomberg News, prevede di realizzare un utile di circa 15 miliardi di dollari nel corso dell’anno, sta diversificando i propri investimenti a livello globale. L’ingresso nel capitale della Juventus rientra in questa strategia di espansione, che guarda con attenzione anche al mercato italiano.

Il contesto societario in evoluzione

Con l’avvicinarsi dell’assemblea degli azionisti del club, fissata per il prossimo 7 novembre, la posizione di Tether è diventata oggetto di un dibattito sempre più acceso. L’aumento della quota di partecipazione, avvenuto negli ultimi mesi attraverso l’acquisizione di azioni sul mercato, ha naturalmente alimentato speculazioni sulle intenzioni a lungo termine della società di criptovalute. Ardoino, da parte sua, è apparso deciso nell’esprimere le proprie idee, pur rimanendo ancorato a un principio di realtà che riconosce in Exor l’attore principale di qualsiasi trattativa.

Prospettive e scenari possibili

La dichiarazione, che suona come un’apertura esplicita ma condizionata, delinea uno scenario in cui la volontà di investire c’è, ma deve scontrarsi con la concreta disponibilità della proprietà attuale a cedere. L’interesse di Tether per la Juventus, d’altronde, non si esaurisce in una mera operazione finanziaria, bensì sembra riflettere una visione strategica più ampia, che unisce l’innovazione tecnologica del settore crypto al mondo dello sport e dell’intrattenimento. L’evoluzione della vicenda, che molti osservano con curiosità, dipenderà dunque dai prossimi movimenti in seno alla società.

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