Leolandia, taglio del nastro per “Reversum”: 34 milioni per la nuova attrazione che ribalta l’adrenalina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sabato 25 aprile, tra i viali di Capriate San Gervasio, Leolandia ha ufficialmente avviato le celebrazioni per il suo 55esimo compleanno con un debutto che, a ben vedere, ha pochi precedenti in Italia. Si chiama “Reversum”, ed è il nuovo maxi roller coaster che il parco ha svelato al pubblico tagliando il nastro di una struttura destinata a diventare il simbolo di una strategia di rilancio iniziata ormai tre anni fa. L’attrazione, la cui peculiarità tecnica risiede nella libertà di rotazione dei vagoni – capaci di roteare su se stessi indipendentemente dalla pendenza del binario – rappresenta una prima assoluta per il settore nazionale: nessun altro impianto simile era mai stato installato in Italia nell’ultimo decennio.

A descrivere l’imponenza della giostra è lo stesso presidente del parco, Giuseppe Ira, il quale non nasconde l’effetto che l’infrastruttura gli ha fatto quando l’ha vista emergere dalle transenne. Per Ira, “Reversum” è il fiore all’occhiello di un investimento complessivo che, nel triennio, supera abbondantemente la soglia dei 30 milioni di euro. Se l’obiettivo dichiarato da tempo era quello di accompagnare la crescita dei visitatori più giovani – quelli che un tempo venivano per incontrare Masha e Orso e che oggi cercano emozioni più forti – con questa struttura l’offerta si fa decisamente più radicale. Il nome, d’altronde, è una citazione esplicita di ciò che accade durante il viaggio: quando si crede di aver raggiunto il momento culminante della caduta, la cabina inverte la marcia o ruota, moltiplicando il disorientamento e lasciando il senza alcun punto di riferimento spaziale.

L’ingegneria pesante dietro lo “spinning coaster”

Nonostante l’apparente leggerezza delle acrobazie, la realizzazione di “Reversum” ha richiesto uno sforzo ingegneristico paragonabile a quello di un cantiere edile di media grandezza. Le fonti di settore confermano che il dato ufficiale dell’esborso finanziario si attesta sui 34 milioni di euro, una cifra che comprende non solo il macchinario prodotto dalla tedesca Mack Rides (lo stesso colosso proprietario di Europa-Park) ma soprattutto i lavori di scavo e posa. Per sostenere le oltre 300 tonnellate del tracciato, gli operai hanno dovuto infilare nel terreno 131 plinti di fondazione, spingendosi fino a cinque metri di profondità per garantire la stabilità millimetrica richiesta dalle torsioni e dalle inversioni.

Non ci si trova, insomma, di fronte a una semplice giostra da luna park: Ili vincoli di sicurezza imposti da un parco aperto 365 giorni l’anno (salvo la breve pausa invernale) hanno reso necessario un approccio quasi clinico nella calibrazione delle curve. A beneficiarne, sottolineano i tecnici, sarà la capienza oraria: due treni operativi che, insieme, possono trasportare mille persone ogni ora, alleggerendo la pressione sulle code durante le giornate di alta stagione. La scelta di investire così pesantemente sull’area “Crazy Circus” (dove la nuova attrazione trova posto) sembra avere un filo logico: dopo l’apertura di “Deltaplanet” e “Blade Storm” nel 2025, questa è la terza grande novità in due anni, a riprova che la dirigenza ha deciso di accelerare sul fronte delle forti emozioni.

I numeri di una scommessa sul futuro del parco

Il tempismo dell’inaugurazione, fissata per il ponte del 25 aprile, non è affatto casuale. L’apertura di “Reversum” segna l’avvio formale dei festeggiamenti per i 55 anni dalla fondazione (avvenuta nel lontano 1971 con il nome di Minitalia), anche se il clou delle celebrazioni è stato rinviato ai mesi estivi, quando sarà attivo un palinsesto dedicato di animazioni e spettacoli. La novità principale, tuttavia, resta il tentativo di ampliare il target demografico: il parco, storicamente considerato un’eccellenza per i bambini in età prescolare, cerca ora di trattenere i preadolescenti e i teenager che altrimenti migrerebbero verso l’estero.

Il presidente Ira ha rivelato che, nonostante lo scetticismo iniziale di alcuni osservatori quando venne annunciato il triennale da 30 milioni, l’operazione è riuscita a mantenere Leolandia come un’isola di capitali completamente italiani (non essendo il parco controllato da fondi stranieri). “Reversum”, in particolare, ha un costo di costruzione che – va detto – è lievitato proprio a causa delle opere di fondazione, mentre la sola attrazione da sola varrebbe circa 6 milioni di euro. Il resto è stato assorbito dalle bonifiche del terreno, dai collegamenti elettrici e dalla tematizzazione scenografica che circonda il tracciato.

La sfida delle montagne russe rotanti

Se si analizza l’aspetto tecnico dell’attrazione, emerge un dato di fatto inconfutabile: non esiste un modello identico in nessun altro parco della penisola. I vagoni di “Reversum”, durante il percorso, non hanno un asse fisso, ma girano e rigirano sfruttando la forza centrifuga e la gravità, dando vita a un’esperienza che somiglia più a un imprevisto che a una traiettoria calcolata. Chi cerca l’ebbrezza della caduta verticale forse resterà spiazzato, perché qui il terrore non viene solo dal vuoto sotto i piedi, ma dal senso di non sapere più dove sia il cielo e dove sia la terra.

Il presidente del parco ha parlato di “svolta”, un termine che sembra calzare a pennello considerando il periodo storico del settore. Il parco bergamasco, che nel 2025 ha registrato un milione e 100mila ingressi con un fatturato da 34 milioni, punta a superare i 40 milioni di euro di giro d’affari entro la fine del 2026. L’operazione “Reversum” è il principale traino di questa rimonta: una montagna russa che non si limita a scendere veloce, ma che disorienta a ogni curva, ribaltando letteralmente la concezione classica del divertimento meccanico.

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