Creme solari per il viso, la classifica di Altroconsumo: in vetta i prodotti meno cari, flop di un marchio celebre
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Redazione Salute
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La primavera, sebbene non si sia ancora manifestata con la stessa intensità su tutto il territorio nazionale, porta con sé un progressivo allungamento delle giornate e una percezione sempre più marcata dell’estate imminente. I raggi del sole, certo piacevoli – specie quando le temperature si mantengono su valori miti come in questo periodo – nascondono insidie non trascurabili per la nostra pelle, e quella del viso, va detto, rimane la più esposta e la più delicata. È qui che si gioca la partita della protezione: usare creme solari adeguate non è solo una questione estetica per evitare scottature che potrebbero trasformarsi in antiestetici inestetismi, ma una vera necessità preventiva.
La barriera cutanea sotto stress e la necessità di una routine mirata
La pelle, essendo l’organo più esteso del umano, si trova quotidianamente a dover fronteggiare agenti esterni aggressivi – pensiamo allo smog, al vento o agli stessi sbalzi termici – che ne compromettono la funzione di barriera. Un indebolimento che si traduce, sul piano visivo, in un colorito spento e disomogeneo, oltre che in una maggiore vulnerabilità. Per questa ragione, costruire una skincare routine personalizzata, che tenga conto del proprio tipo di pelle (secca, grassa, mista o sensibile), diventa indispensabile. Una tale routine, va sottolineato, varia non solo nei trattamenti specifici ma anche nei principi attivi da selezionare con cura.
Dalla primavera ai cambiamenti climatici: perché la protezione solare non è solo per l’estate
Con l’arrivo della primavera, la pelle non deve far fronte soltanto a una maggiore esposizione ai raggi solari. Ci sono anche i cambiamenti climatici, spesso repentini in questa stagione: si passa da mattinate ancora fresche a pomeriggi improvvisamente caldi e soleggiati. Questa alternanza può rendere il viso più sensibile, favorendo secchezza, arrossamenti o la comparsa di macchie cutanee. Di conseguenza, una skincare completa non può prescindere da tre pilastri: una detergenza delicata (per rimuovere le impurità senza aggredire il film idrolipidico), un’idratazione mirata (che mantenga l’elasticità) e, soprattutto, una protezione costante dai raggi UVA e UVB. Sono questi ultimi, come noto, i principali responsabili dell’invecchiamento precoce e di danni cellulari anche profondi.
La fotoprotezione come comune denominatore e i risultati della classifica
Osservando le novità beauty pensate per la primavera del 2026, emerge chiaramente un elemento ricorrente: la fotoprotezione. Che si tratti di prodotti di skincare o di make-up, le formulazioni più interessanti sono quelle arricchite con filtri solari, capaci di difendere la pelle dai raggi UV – e non solo da quelli – anche quando l’esposizione al sole è ancora occasionale o limitata alle prime uscite primaverili. «In primavera le ore di luce aumentano esponendo maggiormente la pelle», ricordano gli esperti, ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’ultima indagine di Altroconsumo. L’associazione ha testato diverse creme solari per il viso, stilando una classifica che riserva sorprese: ai primi posti si piazzano prodotti dal costo contenuto, capaci di offrire prestazioni elevate senza gravare sul portafoglio. Al contrario, un marchio tra i più celebri e pubblicizzati sul mercato registra un netto flop, piazzandosi in fondo alla graduatoria per via di una protezione rivelatasi insufficiente nei test. La top 5, dunque, è dominata da formule economiche ma efficaci, mentre il nome altisonante – che molti avrebbero dato per vincente in partenza – delude le aspettative.




