Macron e Starmer accelerano: task force franco-britannica in Ucraina "nei prossimi giorni"
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Redazione Esteri
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Di Lucio Leante
L’annuncio è arrivato senza giri di parole, quasi a voler marcare una discontinuità con le esitazioni che hanno caratterizzato finora la risposta europea all’aggressione russa. Francia e Gran Bretagna, dopo il vertice all’Eliseo definito da alcuni una "sceneggiata" per le divisioni emerse tra i partecipanti, hanno rotto gli indugi: una task force militare congiunta sarà inviata a Kiev "nei prossimi giorni". Lo hanno confermato Emmanuel Macron e Keir Starmer, i soli a sembrare disposti a trasformare le parole in azioni, mentre gli altri 29 Paesi presenti – Italia e Spagna in testa – restano freddi, se non apertamente contrari.
L’obiettivo dichiarato è quello di "rafforzare" l’esercito ucraino, considerato da Parigi e Londra non solo un baluardo per la sicurezza del Paese invaso, ma una "garanzia" per l’intera Europa. Un messaggio chiaro, che però stride con le reticenze degli alleati, molti dei quali temono le conseguenze di un’escalation. La task force, già in fase avanzata di preparazione, opererà sul campo senza sostituirsi alle forze locali, ma con un ruolo che Macron ha definito di "dissuasione" in caso di futuri attacchi russi. Un passo significativo, che segna un’evoluzione rispetto ai precedenti impegni, per lo più verbali.
Intanto, fonti britanniche rivelano che alti ufficiali militari raggiungeranno Kiev a breve per definire i dettagli di quella che potrebbe diventare una "forza di pace" in caso di accordo con Mosca. Un’ipotesi ancora lontana, data l’assenza di negoziati concreti, ma che dimostra come Londra e Parigi stiano lavorando a uno scenario di lungo periodo.
Sullo sfondo, però, restano le incognite. L’idea di dispiegare truppe europee in Ucraina – si parla di 20-30mila uomini – divide non solo i governi, ma anche l’opinione pubblica. Cosa accadrebbe se soldati francesi o britannici venissero feriti o uccisi? E come reagirebbe la Russia, che già ha bollato l’iniziativa come una "provocazione"? Domande a cui, per ora, nessuno sembra voler rispondere.




