Tusk avverte la Nato: "La Russia prepara attacchi ibridi con droni e missili"
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Redazione Esteri
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Il primo ministro polacco Donald Tusk ha lanciato un allarme di fronte al Sejm, citando valutazioni dei servizi di intelligence, secondo cui la Russia starebbe pianificando attacchi di natura ibrida con droni e missili contro i Paesi che sostengono l'Ucraina. L'obiettivo, ha spiegato il premier, sarebbe quello di indebolire la coesione della Nato e minare la credibilità dell'articolo 5 del Trattato dell'Atlantico del Nord, quello che sancisce la difesa collettiva in caso di aggressione a un Paese membro.
«Il piano russo, secondo le valutazioni dei servizi di intelligence, include attacchi ibridi di droni e missili contro Paesi che sostengono l'Ucraina, inclusa la Polonia», ha dichiarato Tusk nell'aula del parlamento di Varsavia.
Secondo quanto riferito dal capo del governo polacco, le possibili incursioni aeree avrebbero un carattere volutamente ambiguo: verrebbero presentate come incidenti, con l'intento di paralizzare o quantomeno fiaccare la determinazione dei Paesi Nato a invocare le clausole di difesa collettiva. «Il narrativo ufficiale sarà che si tratta di un incidente», ha precisato Tusk, sottolineando come l'obiettivo strategico di Mosca sia anche quello di convincere gli alleati che l'articolo 5 sia più teorico che reale.
Il premier polacco ha quindi avvertito che esiste un rischio concreto che droni possano cadere sul territorio di uno o più Paesi del fianco orientale dell'Alleanza.
L'allarme lanciato da Tusk si inserisce in un contesto di crescenti violazioni dello spazio aereo polacco. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2025, durante un massiccio attacco russo contro obiettivi nell'Ucraina occidentale, le forze armate polacche hanno fatto decollare aerei da combattimento, attivato tutte le procedure necessarie e portato i sistemi di difesa aerea e di ricognizione radar al massimo livello di prontezza.
Quattro aeroporti — Varsavia Chopin, Varsavia-Modlin, Rzeszów-Jasionka e Lublino — sono stati temporaneamente chiusi per quella che l'amministrazione federale dell'aviazione statunitense ha definito «attività militare non pianificata connessa alla garanzia della sicurezza dello Stato».
Il portavoce del comando operativo delle forze armate polacche ha riferito che un drone è esploso a circa quattro chilometri dalla frontiera con l'Ucraina. L'episodio ha alimentato la preoccupazione per la sicurezza delle infrastrutture di frontiera, già messe sotto pressione dagli attacchi russi contro le installazioni energetiche vicino ai valichi. Tusk ha spiegato che la Russia sta introducendo su larga scala nuovi tipi di armi d'attacco, in particolare droni a reazione capaci di volare a velocità molto superiori e a quote più elevate rispetto ai modelli convenzionali.
Sul fronte opposto, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha respinto le accuse, sostenendo che sono i Paesi occidentali a prepararsi attivamente a una guerra contro Mosca diffondendo il «mito» di una presunta minaccia russa. «Oggi le élite al potere nella maggior parte dei Paesi occidentali cercano di diffondere il mito di una minaccia proveniente dalla Russia mentre si preparano attivamente a una guerra contro i nostri Paesi», ha dichiarato Lavrov nel suo intervento alla sesta sessione del Congresso del Movimento Internazionale Russófilo.
Il capo della diplomazia russa ha anche affermato che la Russia troverà «una risposta adeguata alle sfide esterne» alla sicurezza, allo sviluppo e al benessere dei suoi cittadini.
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