Emissioni auto, l'Ue potrebbe rivedere il divieto ai motori termici dal 2035
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Redazione Economia
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Proprio mentre si appresta a presentare il nuovo pacchetto legislativo per il settore automotive, previsto per il 10 dicembre, l'Unione Europea sta valutando una possibile revisione del divieto alla vendita di autovetture con motori a combustione interna a partire dal 2035. Questa eventualità, che rappresenterebbe una significativa sterzata nella strategia climatica del Vecchio Continente, emerge in un contesto già denso di attese e di tensioni, poiché l'obiettivo primario rimane quello di azzerare le emissioni inquinanti del parco veicoli entro la metà del prossimo decennio, spingendo in maniera decisiva verso la transizione ai propulsori elettrici.
Le nuove regole per le flotte aziendali
Parallelamente al riesame della norma cardine del "Fit for 55", Bruxelles si prepara a introdurre misure stringenti per le flotte aziendali, un segmento cruciale per accelerare il ricambio del parco circolante. Secondo quanto anticipato lo scorso estate e ora in via di definizione, la Commissione europea potrebbe imporre, già a partire dal 2027, una quota minima di veicoli a zero emissioni, che si aggirerebbe attorno al 50%. Una proposta ambiziosa, che il quotidiano tedesco Automobilwoche indica in programma per il 16 dicembre, e che non manca di generare preoccupazione in un'industria chiamata a investimenti colossali in tempi ristretti.
Le mosse di Stellantis e il caso Francia
In questo panorama in rapida evoluzione, le strategie dei grandi costruttori automobilistici diventano indicative degli equilibri geopolitici interni. È il caso di Stellantis, il cui amministratore delegato per il mercato francese, Antoine Filosa, ha chiaramente indicato la Francia – e non l'Italia – come il secondo paese di riferimento per il gruppo dopo gli Stati Uniti. Una dichiarazione, questa, che ha fatto seguito all'annuncio, di difficile digestione, della chiusura temporanea dello stabilimento di Poissy, sul cui futuro pesano interrogativi non semplici da sciogliere, e che è stata accompagnata dalla presentazione di un imponente piano di investimenti da tredici miliardi di euro destinato esclusivamente al mercato nordamericano.
La data attesa per la svolta
C'è dunque una data da cerchiare in rosso sul calendario, dopo la partecipazione del commissario europeo per la Prosperità e strategia industriale, Stephane Sejourne, al convegno della Platforme Automobile di Parigi. Sarà in quel frangente, infatti, che si comincerà a delineare con maggiore chiarezza come l'Europa, dopo mesi di serrati confronti con l'industria, gli Stati membri e le diverse anime del fronte ambientalista, intenderà ricalibrare gli obiettivi fissati per il 2035, un appuntamento che segnerà in maniera indelebile il futuro della mobilità continentale.




