Blitz antimafia a Barcellona, arrestati 15 membri del clan
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Redazione Interno
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Messina – L'indagine condotta dalla Polizia, che ha portato all'arresto di 15 persone a Barcellona, ha svelato l'esistenza di un vero e proprio "welfare mafioso". Le organizzazioni criminali, infatti, non solo impongono il loro controllo sul territorio attraverso la violenza e l'intimidazione, ma riescono anche a procurare lavoro e a decidere a chi assegnarlo, attirando così il consenso di chi sceglie di schierarsi con loro. Questo sistema, che si configura come un vero e proprio antistato, è emerso chiaramente dalle indagini della Squadra Mobile di Messina e del Servizio centrale anticrimine di Roma.
Tra gli arrestati figura Salvatore Virgilitto, commercialista di Paternò e presidente dell'Ordine dei commercialisti di Catania, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Virgilitto, in qualità di curatore giudiziario delle imprese sequestrate alla famiglia Ofria, avrebbe agevolato la gestione illecita dell'azienda "Bellinvia Carmela", intestata alla madre dei fratelli Ofria, Salvatore e Domenico. L'indagine ha rivelato che l'amministratore giudiziario avrebbe permesso la vendita in nero di pezzi di ricambio per auto e la sottrazione di denaro dalle casse della società.
Gli inquirenti hanno iniziato a sospettare della gestione dell'azienda durante i controlli sulle auto dei clienti, rilevando l'assenza di fatture o scontrini fiscali. Questo ha portato a un'analisi più approfondita della gestione dell'impresa, che ha confermato i sospetti iniziali. La famiglia Ofria, infatti, avrebbe continuato a gestire l'azienda nonostante fosse stata confiscata alla mafia, grazie alla complicità di Virgilitto.
L'inchiesta ha messo in luce anche il ruolo dell'amministratore giudiziario, che avrebbe demandato alla famiglia Ofria la gestione dell'impresa, favorendo così le attività illecite del clan.




