La Uefa sospende Prestianni per il presunto insulto a Vinicius, il parallelo di Ordine con il caso Acerbi-Juan Jesus
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Redazione Sport
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La Uefa ha deciso di sospendere in via cautelare Gianluca Prestianni, centrocampista del Benfica, per una giornata, in seguito a quanto accaduto durante la gara d’andata dei playoff di Champions League contro il Real Madrid. Il giocatore argentino, di conseguenza, salterà la sfida di ritorno in programma al Santiago Bernabéu, un provvedimento arrivato dopo che Vinicius Junior lo aveva accusato di avergli rivolto un insulto a sfondo razziale, un gesto che l’interessato avrebbe compiuto coprendosi la bocca con la maglia per poi rivolgere alcune parole al brasiliano, come mostrato dalle immagini televisive. L’episodio, che ha immediatamente innescato i protocolli anti-discriminazione della Fifa con una sospensione di circa dieci minuti voluta dall’arbitro, ha scatenato un acceso dibattito nel post-partita, con i giocatori del Real Madrid schierati compatti a difesa del proprio compagno; in particolare, Kylian Mbappé avrebbe dichiarato che Prestianni non meriterebbe di calcare più i campi della massima competizione europea, mentre l’allenatore delle giovanili blancos, Arbeloa, era stato tra i primi a denunciare l’accaduto.
La decisione del giudice sportivo europeo e l’assenza di prove pubbliche
La sospensione, che ha effetto immediato per la prossima partita europea, è stata disposta sulla base di una relazione preliminare dell’Ispettore Etico e Disciplinare della Uefa, che ha ravvisato una violazione prima facie dell’articolo 14 del regolamento disciplinare, quello relativo ai comportamenti discriminatori. Nonostante dalle repliche televisive non sia stato possibile comprendere con certezza le parole pronunciate da Prestianni – il quale, ed è un dettaglio su cui gli organi di informazione hanno posto l’accento, si era premurato di coprirsi la bocca con il proprio indumento – l’organo di controllo europeo ha ritenuto sufficienti gli elementi per adottare questo provvedimento cautelare in attesa che l’indagine venga completata e che si arrivi a una decisione definitiva sul caso. Il Benfica, dal canto suo, ha già annunciato che ricorrerà contro la decisione, pur nella consapevolezza, espressa in una nota ufficiale, che i tempi tecnici difficilmente permetteranno di ribaltare la squalifica in tempo utile per consentire al ragazzo di essere disponibile per la sfida di ritorno.
Il paragone del giornalista Ordine con la vicenda che coinvolse Acerbi e Juan Jesus
A rinfocolare il confronto sulla disparità di trattamento tra i diversi ordinamenti calcistici è intervenuto il giornalista Franco Ordine, il quale, attraverso un messaggio pubblicato sul proprio profilo X, ha posto l’accento su quella che gli appare come una palese contraddizione. Secondo Ordine, la Uefa ha agito con una tempestività e una determinazione insolite, sospendendo Prestianni senza che vi fosse un riscontro oggettivo e inequivocabile delle sue parole, prestando fede in maniera pressoché totale alla versione fornita da Vinicius. Nel suo intervento, il giornalista ha domandato retoricamente ai suoi follower se riescano a scorgere qualche differenza sostanziale rispetto a quanto avvenne in Italia nel caso che vide protagonisti Francesco Acerbi e Juan Jesus, quando, nonostante la denuncia del difensore della Roma, non scattò alcuna sanzione analoga per il giocatore dell’Inter, in un contesto in cui le autorità sportive nazionali valutarono diversamente la consistenza degli elementi a disposizione. La domanda, implicita ma chiara, solleva interrogativi sulla coerenza dei provvedimenti e sulla differente sensibilità con cui le istituzioni calcistiche, a livello nazionale ed europeo, affrontano episodi che presentano caratteristiche di ambiguità probatoria simili, alimentando così il dibattito sull’efficacia e l’uniformità della lotta al razzismo nel calcio.
Le conseguenze immediate in vista del ritorno e lo sviluppo delle indagini
La squalifica di Prestianni rappresenta un duro colpo per le strategie del Benfica in vista della delicata trasferta di Madrid, considerando che la squadra portoghese dovrà cercare di ribaltare l’1-0 subito in casa all’Estadio da Luz, risultato maturato proprio grazie alla rete dell’attaccante brasiliano, quella stessa rete che aveva scatenato la reazione del giocatore avversario. L’allenatore José Mourinho, già espulso nel finale della gara d’andata e quindi costretto a saltare la panchina al Bernabéu, dovrà fare a meno anche di questo elemento per il ritorno, in una situazione che si fa sempre più complessa per le Aquile. Nel frattempo, l’inchiesta della Uefa prosegue il suo corso: l’Ispettore Etico e Disciplinare nominato dovrà raccogliere ulteriori elementi, sentire eventuali testimoni e analizzare tutti gli angoli disponibili delle riprese televisive, per quanto queste non abbiano finora fornito una prova cristallina dell’effettiva pronuncia di frasi a contenuto discriminatorio. Solo al termine di questo iter, che potrebbe portare a ulteriori sanzioni o all’archiviazione, si conoscerà la posizione definitiva del calciatore argentino, la cui carriera europea si trova ora sotto la lente d’ingrandimento per un episodio destinato a lasciare il segno.




