Il Collegio Uefa archivia il reclamo del Benfica contro Valverde, ma sospende Prestianni per i presunti insulti a Vinicius

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una settimana di fuoco, quella appena trascorsa per il Benfica, che si prepara alla sfida di ritorno del Santiago Bernabéu con un bagaglio di polemiche e decisioni disciplinari contrastanti da parte della Uefa. Da una parte, infatti, il massimo organismo calcistico europeo ha deciso di archiviare il reclamo presentato dalle Águias nei confronti del centrocampista del Real Madrid, Federico Valverde, per un intervento ritenuto violento ai danni di Samuel Dahl. Dall'altra, in netta controtendenza, è scattata la sospensione cautelare per il giovane argentino Gianluca Prestianni, accusato di aver rivolto un insulto razzista a Vinicius Junior. Un dualismo di giudizio che non ha mancato di sollevare interrogativi e paralleli con altri recenti episodi del calcio italiano.

La vicenda che coinvolge Valverde risale all’83’ minuto della gara d’andata, vinta dai blancos per 0-1 allo Estádio da Luz. In un'azione convulsa a centrocampo, l'uruguaiano e Dahl si sono trovati a stretto contatto e, secondo la ricostruzione del club portoghese supportata dalle immagini televisive, Valverde avrebbe colpito al volto il terzino svedese con un movimento del braccio. Nonostante la richiesta di revisione da parte del Benfica, che parlava di "evidenza delle immagini" tale da dimostrare una chiara "aggressione" meritevole di cartellino rosso, l'arbitro François Letexier non aveva ravvisato gli estremi per un provvedimento disciplinare, una decisione poi confermata dalla Uefa che ha optato per l'archiviazione, scatenando l'ira della dirigenza lusitana -1-5.

Tutt'altra musica, invece, per quanto accaduto sempre nella stessa partita e che ha visto come protagonista Prestianni. Il classe 2006, nella confusione successiva al gol di Vinicius, avrebbe pronunciato frasi discriminatorie nei confronti dell'attaccante brasiliano, coprendosi la bocca con la maglietta nel farlo. Un gesto, questo, che non è sfuggito ai calciatori del Real Madrid, in primis Kylian Mbappé e Aurélien Tchouaméni, i quali hanno riferito all'arbitro di aver udito chiaramente l'insulto. La conseguenza immediata è stata l'attivazione del protocollo anti-razzismo e una lunga interruzione del gioco. A differenza del caso Valverde, qui la Uefa ha reagito con estrema rapidità e severità, annunciando la nomina di un ispettore etico e disciplinare e sospendendo in via provvisoria Prestianni per la gara di ritorno, una misura cautelare che il club di Lisbona ha già annunciato di voler impugnare pur nella consapevolezza della sua inefficacia pratica vista l'imminenza della partita -2-4-10.

Il paragone con il caso italiano e la reazione del Benfica

Proprio la disparità di trattamento, o meglio la diversa tempistica e modalità con cui la giustizia sportiva ha affrontato l'episodio di presunto razzismo rispetto ad altri, ha attirato l'attenzione del giornalista Francesco Ordine. Il suo commento, rilanciato sui social, ha riportato al centro del dibattito il celebre caso Juan Jesus-Acerbi, chiedendo retoricamente quali differenze intercorrano tra i due episodi. Secondo Ordine, la Uefa ha sospeso Prestianni credendo alla parola di Vinicius, senza necessità di ulteriori riscontri, mentre in Italia il percorso era stato ben più tortuoso, sollevando ancora una volta il nodo della credibilità accordata alle presunte vittime e della velocità di risposta degli organi giudicanti -3. Un parallelo, il suo, che riaccende le riflessioni sulla gestione del razzismo nei diversi livelli del calcio continentale.

Il Benfica, dal canto suo, si trova a dover gestire una situazione complessa in vista del ritorno al Bernabéu. Da un lato, come si legge nella nota ufficiale, il club "lamenta di essere stato privato del giocatore mentre il caso è ancora sotto inchiesta" e promette battaglia legale, ribadendo al contempo il suo "impegno incrollabile nella lotta contro ogni forma di razzismo" -10. Dall'altro, dovrà fare i conti con l'assenza di un giocatore e con la squalifica del suo allenatore, José Mourinho, espulso nel finale della gara di Lisbona. Mentre la squadra si appresta a volare nella capitale spagnola, l'ombra di queste decisioni, contrapposte e complementari, aleggerà inevitabilmente su una partita che si preannuncia già di per sé incandescente.

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