La destra europea all’attacco di Report: lettera a Bruxelles contro Ranucci e la “faziosità” del programma
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Redazione Interno
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L’offensiva politica nei confronti di Report e del suo conduttore Sigfrido Ranucci non si ferma ai confini nazionali, ma trova un nuovo e significativo sbocco nelle istituzioni europee. Nella giornata di domenica 23 agosto, la delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo ha inviato una lettera ufficiale alla vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Henna Virkkunen, per segnalare quella che definisce una violazione dei principi di pluralismo e imparzialità sanciti dall’European Media Freedom Act (Emfa).
L’iniziativa, che giunge in un momento di particolare tensione sul futuro del programma e del suo conduttore, rappresenta un tentativo di ribaltare la narrazione, spostando l’attenzione dalle pressioni politiche interne a un presunto squilibrio editoriale del celebre programma di inchiesta di Rai3.
La lettera e i numeri: il 43,5% delle inchieste su FdI
Il documento, reso pubblico attraverso una nota, porta la prima firma dell'eurodeputato Stefano Cavedagna, già relatore sull'Emfa, ed è sottoscritta dall'intera delegazione di FdI, tra cui il capodelegazione Carlo Fidanza e il co-presidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini. L'obiettivo dichiarato è quello di "respingere la narrazione della sinistra" secondo cui sarebbe in corso un attacco politico contro la trasmissione. Al contrario, nella missiva si contesta lo "sbilanciamento e la faziosità" del programma sotto la conduzione di Ranucci.
A sostegno di questa tesi, la lettera cita un'analisi interna che avrebbe esaminato 404 inchieste trasmesse dall'insediamento del governo Meloni. Secondo questi dati, quasi una puntata su due, ovvero il 43,5% della produzione giornalistica del programma, sarebbe stata concentrata, in forme diverse, su Fratelli d'Italia e sulla sua leader Giorgia Meloni. Nello stesso arco temporale, sempre secondo la ricostruzione citata, sarebbero stati dedicati solo sette servizi al Partito Democratico e uno solo al Movimento 5 Stelle.
La tesi di FdI: "Teoremi" contro la libertà di stampa
Gli eurodeputati di Fratelli d'Italia non contestano il diritto di Report di svolgere inchieste, ma ne stigmatizzano l'uso "sistematico a senso unico". Nella lettera, le inchieste dedicate al partito vengono definite "teoremi che non hanno mai dimostrato nulla, piene di allusioni o supposizioni, fatte con il ricorrente uso del condizionale, confezionate ad hoc per gettare ombre e discredito".
La libertà di informazione, si legge nel testo, è "sacrosanta", ma il suo utilizzo da parte di un programma del servizio pubblico in una direzione così preponderante lederebbe le norme europee "improntate all'imparzialità e all'equilibrio" richiamate dall'Emfa. Un'iniziativa che arriva in un momento in cui il futuro di Sigfrido Ranucci alla guida di Report è appeso a un filo, tra verifiche aziendali, l'ombra del caso giudiziario legato all'arresto dell'amico Valter Lavitola e i continui attacchi da più parti dello schieramento di maggioranza.
Le reazioni: lo scontro politico si inasprisce
La mossa di Fratelli d'Italia ha immediatamente scatenato una reazione durissima da parte dell'opposizione, con il Movimento 5 Stelle in prima linea. Gli esponenti pentastellati hanno definito l'iniziativa "ridicola" e "paradossale", accusando il partito di maggioranza di voler "terminare l'opera di colonizzazione della Rai" proprio mentre invoca le norme europee.
"Quando lo abbiamo letto dalle agenzie pensavamo a uno scherzo", hanno dichiarato in una nota, sottolineando come sia FdI ad aver "trasformato la Rai in un campo di conquista" e ironizzando sull'imparzialità di conduttori come Cerno e Monteleone. Il botta e risposta ha acceso ulteriormente gli animi, con FdI che ha risposto invitando la sinistra a "chiedere scusa" per il "fango gettato sul governo Meloni" e citando i dati sulla copertura di Report come prova inconfutabile.
Il nodo normativo e le voci dalla società civile
Il riferimento all'European Media Freedom Act rappresenta il fulcro della strategia di FdI, che cerca di utilizzare il diritto comunitario per proteggersi da possibili accuse di interferenza politica nella gestione del servizio pubblico. L'Emfa, nei suoi articoli 4 e 5, sancisce infatti l'indipendenza dei media e vieta ai governi di influenzare le decisioni editoriali. Tuttavia, come osservato da alcuni, la norma offre contemporaneamente forti garanzie proprio contro le interferenze politiche che FdI viene accusata di attuare.
Sul fronte delle inchieste giudiziarie, il conduttore Sigfrido Ranucci ha rilanciato sui social un intervento di Giuseppe Giulietti, coordinatore di Articolo 21, che ricorda come la sua amicizia con Valter Lavitola fosse nota e dibattuta già nel novembre 2023, durante un'audizione in commissione di Vigilanza.
Il costituzionalista Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, ha inoltre sottolineato che nessuna inchiesta di Report è mai stata sanzionata o condannata in sede giudiziaria per mancanza di pluralismo o par condicio in trent'anni di programmazione, aggiungendo che, nonostante le frequentazioni personali di un giornalista possano essere varie, non è mai emersa prova che queste abbiano condizionato i contenuti delle inchieste.
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