Windows 11, l’update di maggio corregge 120 falle e riscrive (finalmente) le regole dell’esplora file

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il secondo martedì del mese è tornato a scandire, come da tradizione per gli addetti ai lavori, il ritmo degli interventi di manutenzione straordinaria su Windows. Il colosso di Redmond, in quella che ormai è una consuetudine consolidata da anni, ha avviato il rollout del Patch Tuesday di maggio 2026, mettendo a disposizione degli utenti due aggiornamenti cumulativi: il KB5089549 per le versioni 25H2 e 24H2, e il KB5087420 per la 23H2. Nonostante il clamore mediatico si sia concentrato sulle novità estetiche – su tutte l’attesa "Xbox Mode" –, la sostanza tecnica di questo rilascio risiede altrove, precisamente nella mole di correzioni che vanno a cesellare gli angoli più arrugginiti del sistema operativo. Il dato numerico, seppur rilevante, parla da sé: sono ben 120 le vulnerabilità totali sanate, una cifra che dimostra quanto la caccia ai bug sia ancora al centro delle strategie di sicurezza della casa di Seattle, sebbene fonti specializzate abbiano rilevato l'assenza di "zero-day" attivamente sfruttati al momento del rilascio.

L’esplora file e la seppellimento del "flash bianco"

Chi utilizza Windows 11 con l’interfaccia scura, magari per lunghe sessioni di lavoro notturne, conosce bene un tic nervoso che affliggeva l’Esplora file: all’apertura di "Questo PC" o durante il ridimensionamento del riquadro dei dettagli, compariva un improvviso bagliore bianco, quasi un flash fotografico indesiderato. Con la build corrente, Microsoft sembra aver finalmente risolto questo problema di rendering, che era dovuto alla convivenza non sempre pacifica tra i componenti legacy Win32 e le nuove direttive grafiche in WinUI 3. Ma non è tutto: l'aggiornamento introduce una manutenzione più profonda della stabilità del processo explorer.exe, assicurando che i thread vengano effettivamente terminati quando si chiude una finestra, un intervento che promette di ridurre quei fastidiosi consumi di RAM residua che affliggevano il sistema. A completare il quadro, arriva il supporto nativo per l'apertura di nuovi formati di archivio come.cpio,.xar e i pacchetti.nupkg; una mossa che, senza strafare, riduce la dipendenza da software di terze parti per sviluppatori e utenti pro.

La modalità Xbox e la rivoluzione silenziosa del Fat32

Passando all’interfaccia, la novità più "social" di questo aggiornamento è senza dubbio la cosiddetta Xbox Mode. Attivabile tramite la combinazione Win + F11 o dalle impostazioni di gioco, questa modalità trasforma sostanzialmente il desktop in una dashboard simile a quella delle console, silenziando le notifiche di sottofondo e ottimizzando le risorse per il gaming, il tutto navigabile comodamente tramite controller. Tuttavia, il vero colpo di scena di questo maggio 2026 – se così si può definire – riguarda un retaggio del passato: il filesystem FAT32. Per decenni, lo strumento di formattazione a riga di comando di Windows ha imposto un limite assurdo di 32 GB, una soglia eredità dagli anni '90 che Microsoft ha finalmente deciso di abbattere. Ora, utilizzando il terminale, è possibile formattare volumi FAT32 fino a 2 TB. È una modifica che non cambierà la vita dell’utente medio (che probabilmente preferirà exFAT o NTFS), ma che rappresenta una piccola vittoria per chi ancora si trova a dover gestire periferiche legacy o particolari ambienti embedded.

Sicurezza, BitLocker e le ombre dell’installazione

Sul fronte della sicurezza, l’update KB5089549 porta con sé la soluzione a un problema che aveva gettato nello scompiglio gli amministratori di sistema lo scorso aprile. L'aggiornamento di sicurezza KB5083769, infatti, aveva scatenato un bug piuttosto subdolo che, in presenza di specifiche configurazioni TPM (incluse quelle relative al registro PCR7), costringeva alcune macchine – specialmente quelle gestite in ambienti enterprise – ad avviarsi direttamente nella schermata di ripristino di BitLocker, richiedendo l’inserimento delle lunghe chiavi di recupero. La patch di maggio interviene chirurgicamente per risolvere questa incompatibilità, oltre a migliorare la logica di distribuzione dei certificati per il Secure Boot per evitare blocchi su larga scala. Nonostante la solidità dichiarata del rilascio, non mancano le segnalazioni di criticità: alcuni utenti, come riportato su forum e siti specializzati, hanno riscontrato errori nel processo di installazione vero e proprio, con il sistema che annullava automaticamente le modifiche oppure, in una manciata di casi, rallentamenti inspiegabili della connettività di rete; ad oggi, tuttavia, Microsoft non ha ancora ufficialmente certificato questi effetti collaterali.

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