81° della Liberazione, la piazza contesa: bandiere ucraine strappate e spray al peperoncino al corteo di Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La manifestazione per l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, svoltasi questa mattina nella Capitale con destinazione Parco Schuster – un’area stracolma di presenze fin dalle prime ore – è stata segnata da due episodi di tensione che hanno rotto l’apparente compattezza della ricorrenza. Se da un lato il flusso principale del corteo, organizzato dall’Anpi con la partecipazione di sindacati e movimenti studenteschi, procedeva compatto tra cori e striscioni, dall’altro la giornata è stata dominata da uno scontro politico esploso ai margini del raduno, nei pressi di Porta San Paolo. Qui, una delegazione composta da esponenti dei Radicali italiani e di +Europa, che intendeva sfilare esponendo le bandiere dell’Ucraina e della Palestina (simboli di quelle che loro definiscono le “resistenze contemporanee”), ha subito una vera e propria aggressione fisica e verbale da parte di militanti della galassia antagonista.

L’assalto ai “fascisti” con le bandiere gialloblù

Secondo una ricostruzione dettagliata degli accaduti, che coinvolge testimonianze dirette delle vittime e video amatoriali diffusi in rete, l’attacco è scattato ancor prima che la colonna ufficiale si mettesse in moto. Un gruppo riconducibile alla Rete dei Comunisti e all’organizzazione giovanile Cambiare Rotta – formazioni che considerano il governo di Kiev un “regime nazigolpista” – si è scagliato contro la delegazione centrista. Al grido rituale di "Fuori i fascisti dal corteo", i militanti hanno prima circondato i manifestanti e successivamente strappato violentemente le bandiere ucraine, mentre quelle palestinesi (in un contesto politico in cui l’Anpi aveva già escluso a priori la presenza della bandiera israeliana -8) sono rimaste sostanzialmente intoccate.

La violenza non si è limitata al danno materiale ai vessilli. Nel parapiglia che ne è seguito, i radicali hanno denunciato l’utilizzo di spray al peperoncino. Il presidente di +Europa e dei Radicali italiani, Matteo Hallissey – il quale ha dovuto ricevere cure mediche e trasporto in ospedale per problemi alla vista – ha raccontato di essere stato colpito direttamente agli occhi a distanza ravvicinata, riportando una momentanea cecità e ustioni chimiche. "Siamo scesi in piazza per ricordare chi oggi continua a resistere per la propria libertà", ha dichiarato Hallissey ai sanitari che lo soccorrevano, visibilmente scosso per un episodio che definisce "inammissibile" in una giornata simbolica come quella del 25 aprile. Le forze dell’ordine, presenti in zona, sono dovute intervenire per dividere i contendenti, mentre parte dello spray urticante utilizzato dai militanti comunisti ha raggiunto anche alcuni agenti in borghese che tentavano di sedare gli animi.

La spaccatura sull’eredità partigiana

L’episodio ha rimesso in discussione il confine simbolico dell’antifascismo contemporaneo. Da un lato, i manifestanti di Cambiare Rotta giustificano l’atto con l’equiparazione della bandiera ucraina (e quindi del governo di Zelensky) alle ideologie nazifasciste, ritenendola una provocazione incompatibile con la lotta partigiana. Dall’altro, i vertici radicali – con i segretari Filippo Blengino e Patrizia De Grazia che hanno rilasciato dichiarazioni indignate – parlano apertamente di "fascisti con le bandiere rosse", chiedendo una netta presa di distanza ufficiale da parte dell’Anpi. Pur in assenza di una presa di posizione immediata dei vertici dell’associazione partigiana (i quali, tra l’altro, avevano già anticipato nelle ore precedenti il veto alla bandiera israeliana ma non a quella ucraina -8), la frattura sembra ormai insanabile tra una sinistra radicale filo-russa e le anime più liberali e atlanticiste della coalizione.

A rendere ancora più tesa l’atmosfera, si aggiunge l’ombra lunga di un secondo fronte di violenza, stavolta verificatosi a ridosso del termine della marcia. Nei pressi di via delle Sette Chiese, mentre il grosso dei manifestanti defluiva da Parco Schuster, due iscritti all’Anpi – una coppia di coniugi che indossava ancora i fazzoletti rossi al collo – sono stati avvicinati da un uomo in scooter. Senza alcun preavviso, l’aggressore, casco integrale e giubbotto mimetico addosso, ha esploso diversi colpi di pistola ad aria compressa: l’uomo è stato ferito a collo e guancia, la moglie alla spalla. Una dinamica da agguato che la Digos sta analizzando attraverso i sistemi di videosorveglianza, senza escludere piste legate a contesti neofascisti estranei al corteo principale.

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