StMicroelectronics, 250 assunzioni a Cornaredo e investimenti per 4,3 miliardi: il piano industriale fino al 2034

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’accelerazione impressa da StMicroelectronics sul fronte della ricerca, con la contestuale conferma di un pacchetto di investimenti triennali e pluriennali di portata miliardaria, ridisegna il perimetro industriale del polo lombardo della microelettronica, un territorio che si conferma centrale nelle strategie future del colosso italo-francese. L’azienda, nel dettagliato piano industriale presentato in Regione Lombardia alla presenza dell’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e dei rappresentanti sindacali, ha infatti ufficializzato l’avvio di un nuovo centro di ricerca e sviluppo dedicato alla tecnologia Digital Twin, una realtà che sorgerà nell’area di Castelletto, a Cornaredo, e che da sola varrà l’ingresso in organico di 250 nuove professionalità, prevalentemente con competenze Stem, entro il traguardo del 2030.

Non si tratta, e i sindacati lo hanno sottolineato pur con la cautela del caso, di una mossa isolata o di un semplice annuncio privo di sostanza economica. L’operazione si inserisce in un quadro finanziario ben più ampio e strutturato, che vede per il sito produttivo di Agrate Brianza – il cuore pulsante dell’attività lombarda – investimenti già confermati per 1,5 miliardi di dollari nel triennio 2025-2027, destinati a sostenere lo sviluppo e l’innovazione tecnologica. A questi si aggiungeranno, in una seconda fase che guarda al 2034, ulteriori risorse per 2,8 miliardi di dollari; una somma, quest’ultima, che l’azienda intende destinare all’accelerazione della crescita produttiva, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la capacità fino a raggiungere le 14mila fette di silicio lavorate settimanalmente, e al potenziamento delle attività di ricerca, sebbene questa tranche sia condizionata all’andamento della domanda e all’ottenimento di sovvenzioni pubbliche, in particolare nell’ambito del futuro Chips Act 2.0.

Un piano che posticipa la chiusura delle linee e garantisce (a parole) l’occupazione

L’elemento che ha scongiurato, almeno per il momento, il rischio di una crisi occupazionale immediata, è rappresentato dallo slittamento della dismissione di alcune linee produttive: la chiusura del reparto AG8, dedicato ai wafer da 200 millimetri, è stata posticipata al terzo trimestre del 2027, guadagnando un anno prezioso rispetto alle precedenti e più pessimistiche previsioni che lo volevano fermo già nel 2026. Una decisione, questa, accolta con favore dai rappresentanti dei lavoratori, che vedono in questa dilazione temporale uno spazio utile per gestire la complessa transizione tecnologica e per mettere in campo gli strumenti necessari alla ricollocazione del personale coinvolto.

L’impegno formale assunto dal management, e verbalizzato nel corso dell’incontro in Regione, è di non procedere a licenziamenti unilaterali, un passaggio cruciale che i sindacati, dalla Fim Cisl alla Fiom Cgil, hanno letto come un’inversione di tendenza rispetto a un passato recente in cui il futuro del sito sembrava appeso a un filo. Tuttavia, come hanno prontamente evidenziato le sigle sindacali, la mera assenza di esuberi dichiarati non basta a dissipare tutte le nubi all’orizzonte. La vera partita, come ha dichiarato Enrico Vacca della Fim Cisl Monza Brianza Lecco, si giocherà sulla gestione della fase di chiusura di AG8 e sulla capacità di tradurre gli annunci in azioni concrete, con la necessità di formalizzare in sede ministeriale impegni chiari e vincolanti che blindino non solo i livelli occupazionali complessivi, ma anche la qualità della ricollocazione professionale.

La strategia dei gemelli digitali e il ruolo di Guidesi nel confronto istituzionale

L’investimento sul centro di Cornaredo, che opererà in stretta connessione con il sito di Agrate, punta a sviluppare competenze avanzate nel campo dei gemelli digitali, una tecnologia che consente di simulare virtualmente prodotti e processi industriali, ottimizzando le prestazioni e riducendo i tempi di messa a produzione. Un settore, questo, che richiede figure altamente specializzate e che rappresenta una scommessa sul futuro, posizionando il polo lombardo all’avanguardia in un segmento tecnologico considerato strategico a livello globale. La scelta di Castelletto non è casuale: l’area è già parte integrante dell’ecosistema tecnologico che include Agrate, creando così una continuità operativa e di competenze.

Nel corso del serrato confronto istituzionale, l’assessore Guidesi ha svolto un ruolo di primo piano, spingendo affinché l’azienda mettesse nero su bianco le proprie intenzioni. La sua valutazione, pur riconoscendo la portata della “svolta” rappresentata dal nuovo corso, mantiene un approccio pragmatico, concentrato sul monitoraggio costante degli effetti occupazionali e sulla necessità che la ripresa degli investimenti si traduca in benefici concreti e misurabili per il territorio. Il suo osservatorio, in questo senso, rimane vigile: se da un lato le crisi aziendali sono al momento contenute su livelli fisiologici, dall’altro lo spettro dell’instabilità internazionale e della speculazione energetica potrebbe, se prolungato, produrre conseguenze pesantissime su un sistema produttivo che, come quello lombardo, è il primo in Italia per contributo al valore aggiunto e all’export. La strada tracciata, insomma, sembra quella giusta, ma il percorso è ancora lungo e disseminato di variabili tutte da verificare.

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