Dell’Utri sottosegretario agli esteri, il governo allarga le deleghe con cinque nuovi nomi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nomina, arrivata questa mattina con il via libera del Consiglio dei ministri, consegna a Massimo Dell’Utri – avvocato, siciliano, classe 1966 – l’incarico di sottosegretario agli affari esteri e alla cooperazione internazionale. Un ruolo, il suo, che lo vede raccogliere un testimone pesante, quello lasciato da Giorgio Silli: quest’ultimo, va ricordato, aveva abbandonato la Farnesina lo scorso febbraio per approdare alla segreteria generale dell’IILA (l’organismo italo-latino americano). E con il testimone, Dell’Utri – esponente di spicco di Noi Moderati – ne eredita anche le deleghe operative, compresa quella cruciale per le politiche dedicate agli italiani che vivono e lavorano all’estero.

Cinque nuovi ingressi alla Farnesina e non solo

Il rimpasto dei sottosegretari, però, non si limita a un semplice cambio alla guida della diplomazia. Nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, davanti alla premier Giorgia Meloni, hanno giurato complessivamente cinque nuovi nomi. Oltre allo stesso Dell’Utri, figurano Alberto Balboni (Fratelli d’Italia) al dicastero della Giustizia, Paolo Barelli (Forza Italia) ai Rapporti con il Parlamento, Mara Bizzotto (Lega) al Mimit (il ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Giampiero Cannella (anch’eggi di FdI) alla Cultura. Una tornata di nomine che ridisegna alcuni equilibri interni alla compagine governativa, senza però stravolgerli.

Schifani: “Figure legate alla Sicilia, daranno un contributo concreto”

Proprio dalla Sicilia arrivano i primi, convinti, apprezzamenti istituzionali. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha parlato di “vivo compiacimento” per le nomine di Pietro Cannella e dello stesso Massimo Dell’Utri. “Si tratta – ha aggiunto – di figure di esperienza e competenza, profondamente legate alla nostra terra, che sapranno offrire un contributo concreto all’azione del governo Meloni”. Un endorsement, quello del governatore, che sottolinea la capacità di questi due esponenti – entrambi con radici nell’isola – di portare “con forza nelle sedi nazionali le istanze e le priorità” della regione. Nessun accenno, nelle sue dichiarazioni, a possibili frizioni o a meri equilibri di partito.

L’augurio di Giuli e l’eredità di Mazzi alla Cultura

Anche dal mondo della cultura è arrivato un segnale di sostegno. Il ministro Giuli, in una breve nota, ha rivolto “i migliori auguri di buon lavoro a tutti i nuovi sottosegretari”, sottolineando come il loro ingresso vada “a rafforzare l’azione dell’esecutivo”. Un pensiero particolare, lo ha riservato al sottosegretario Cannella: secondo Giuli, quest’ultimo saprà muoversi “nel solco dell’importante lavoro svolto dal suo predecessore Mazzi”, assicurando “un impegno efficace e proficuo, in piena continuità con le attività già avviate”. Una precisazione, quella sulla continuità, che evidenzia la volontà di evitare scossoni in un settore, quello della gestione dei beni culturali, tradizionalmente delicato per l’esecutivo.

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