Settimana Coppi e Bartali, si parte dalle Langhe con Finn e Ulissi nel mirino della prima tappa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sulle strade bianche dei vigneti, tra i filari che disegnano il profilo delle Langhe, patrimonio dell’umanità, prende il via oggi la quarantunesima edizione della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. La corsa a tappe organizzata dal Gruppo Sportivo Emilia, che quest’anno ha scelto di rinnovarsi profondamente abbandonando il consueto tracciato romagnolo per svilupparsi da ovest verso est, inaugura il suo percorso con una frazione di 161,1 chilometri da Barbaresco a Barolo. Un trasferimento, quello verso il Nord Italia, che non rappresenta soltanto un cambio di scenario geografico – la gara attraverserà Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia fino alla conclusione di domenica a Gemona – ma anche una dichiarazione d’intenti, nel tentativo di coniugare la tradizione della competizione con l’esigenza di valorizzare territori diversi.

La prima frazione, quella che apre ufficialmente le ostilità, presenta un profilo altimetrico immediatamente selettivo. Pur sviluppandosi in un contesto collinare reso celebre dal vino, il percorso non concede tregua agli atleti: dopo una partenza simbolica da Barbaresco, il gruppo si troverà ad affrontare quattro Gran Premi della Montagna, con due asperità di seconda categoria destinate a fare da spartiacque. La salita di La Morra, in particolare, rappresenta il vero punto nevralgico della giornata: con i suoi 6,5 chilometri al 4,6% di pendenza media, e con lo scollinamento posizionato a soli dieci chilometri dal traguardo di Barolo, si candida a diventare il teatro dell’attacco decisivo, lanciando sul lungo falsopiano conclusivo chi avrà la forza di tentare l’allungo in solitaria.

Sotto i riflettori di questa edizione itinerante, destinata a toccare anche Lodi, l’Oltrepò Pavese, la Franciacorta e le terre del Prosecco nei giorni successivi, ci sono due interpreti in particolare che rappresentano, per traiettorie e carriere, gli estremi generazionali della corsa. Da un lato c’è Diego Ulissi, classe 1989, che nella XDS Astana Team ritrova quel ruolo di capitano esperto che gli ha permesso di vincere proprio questa competizione nel 2013, forte di un palmarès che conta otto successi di tappa al Giro d’Italia. Dall’altro, il ventenne Lorenzo Mark Finn, il campione del mondo Under 23 in carica, che dopo aver dominato tra gli juniores e aver conquistato l’iride nella categoria di passaggio, si appresta a vivere la sua prima vera full immersion da protagonista nel professionismo con la maglia della Red Bull – Bora – Hansgrohe.

L’approccio di Finn alla gara, che parte oggi dalle colline piemontesi, è particolarmente atteso proprio in virtù delle caratteristiche del tracciato: a lui, che ha costruito la sua rapida ascesa sulla capacità di attaccare lontano dal traguardo e di gestire lo sforzo in salita, un percorso mosso come quello della Barbaresco-Barolo sembra cucito addosso. Non sarà l’unico a cercare la fuga decisiva nelle fasi calde della tappa, però. La Ineos Grenadiers schiera il giovane statunitense Andrew August, mentre dalla Jayco AlUla potrebbero arrivare le iniziative di Alessandro Covi e Mauro Schmid, quest’ultimo già vincitore della classifica generale della Coppi e Bartali nel 2023.

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