Axel Laurance vince la prima tappa della Coppi e Bartali, domani la Lodi-Massalengo in un ritorno atteso da trent’anni
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Redazione Sport
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La Settimana Internazionale Coppi e Bartali, che quest’anno veste i panni di un format itinerante capace di attraversare i territori vitivinicoli del Nord Italia, ha preso il via oggi con la frazione Barbaresco-Barolo. È stato il francese Axel Laurance, ventiquattrenne della Ineos Grenadiers, a imporsi al termine di una frazione mossa di 161 chilometri, che ha messo in mostra fin da subito le ambizioni delle squadre più attrezzate. La volata che ha deciso il primo leader della corsa – colui che giovedì si presenterà al via di Lodi con la maglia blu di capoclassifica – ha visto il transalpino prevalere sul campione nazionale svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) e sull’esperto italiano Diego Ulissi (XDS Astana Team), confermando la tattica della squadra britannica che ha controllato il gruppo nelle fasi calde della gara.
La dinamica di una tappa pensata per gli attaccanti
Il percorso ondulato delle Langhe, costellato da quattro gran premi della montagna e un dislivello complessivo di oltre 2400 metri, ha favorito una corsa nervosa e sempre sotto pressione. Una fuga composta da otto corridori – tra cui spiccava il giovane Patryk Goszczurny della Visma Lease a Bike, che si è messo in mostra per accumulare punti per la classifica scalatori – ha tentato l’allungo nei primi chilometri, arrivando a guadagnare un margine massimo di quasi tre minuti. Il controllo operato dal team Ineos, supportato poi dalla Red Bull - BORA - hansgrohe nelle fasi conclusive, ha però tenuto sempre a bada l’iniziativa. La ricomposizione del gruppo è avvenuta in corrispondenza della salita di La Morra, l’ultima asperità giornaliera posta a una decina di chilometri dal traguardo, che ha neutralizzato definitivamente i battistrada e preparato il terreno per lo sprint ristretto che ha deciso le sorti della tappa.
L’incidente che ha segnato la giornata e le condizioni del corridore
Una nota di forte apprensione ha però offuscato lo spettacolo sportivo nella parte iniziale della corsa. Il messicano Michael Zarate, ventiduenne in forza alla Petrolike, è stato vittima di una caduta mentre si trovava in coda al gruppo nella cosiddetta “discesa nuova” a Moglia di Cherasco. Uscito di strada oltrepassando il guard-rail, il corridore è stato immediatamente soccorso dalle ambulanze al seguito e trasportato in codice rosso prima all’ospedale di Verduno e successivamente trasferito alla Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, struttura specializzata diretta dal dottore. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dagli organizzatori, Zarate è stato stabilizzato e posto in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita; restano comunque in corso accertamenti per valutare l’entità delle lesioni riportate nell’impatto.
Il grande ritorno del ciclismo professionistico nel Lodigiano
Domani, giovedì 26 marzo, la carovana della corsa si sposterà in Lombardia per la seconda frazione, con partenza da Lodi alle ore 11.45 e arrivo a Massalengo dopo 158 chilometri. Il percorso si snoderà attraverso tre fasi distinte: un’apertura pianeggiante nel Lodigiano, una sezione centrale che si inoltrerà sulle colline dell’Oltrepò Pavese toccando due volte il circuito di Broni e Canneto Pavese, per poi chiudersi nuovamente in un finale veloce nella pianura lodigiana. Un aspetto che rende particolarmente significativa questa tappa è il ritorno del grande ciclismo professionistico su strade che, come sottolineato dagli addetti ai lavori, non vedevano un analogo passaggio con partenza e arrivo in terra lodigiana da oltre trent’anni. Tra i protagonisti attesi in questa frazione votata ai velocisti spiccano Adrien Boichis, quarto oggi a Barolo, e una nutrita pattuglia di italiani pronti a giocarsi le proprie carte in volata.




