Axel Laurance vince la prima tappa della Coppi e Bartali, a Barolo il francese si impone in volata
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Redazione Sport
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C’è un momento, nelle corse a tappe, in cui il disordine iniziale lascia spazio alla logica dei più forti. Nelle strade ondulate delle Langhe, tra filari ordinati e salite che non concedono tregua, quel momento ha preso il volto deciso di Axel Laurance. Il francese della Ineos Grenadiers, al termine di una frazione di 161 chilometri da Barbaresco a Barolo, ha regolato allo sprint il campione nazionale svizzero Mauro Schmid e il padrone di casa Diego Ulissi, imponendosi con una progressione che ha lasciato pochi dubbi sulla sua condizione e sulla solidità di una squadra, la sua, capace di gestire la giornata senza mai perdere il controllo. Una vittoria, questa, che vale la prima maglia blu di leader in vista della seconda tappa, quella che giovedì partirà da Lodi per concludersi dopo 158 chilometri a Massalengo, attraversando largamente l’Oltrepò Pavese con un percorso che mancava da oltre trent’anni nel Lodigiano.
La tappa inaugurale, un classico per gli amanti del ciclismo che sanno riconoscere il valore di un tracciato spezzagambe, è stata animata fin dai primi chilometri da una fuga composta da otto uomini. Tra questi, a farsi notare per l’ardore e la costanza, c’era il giovanissimo polacco Patryk Goszczurny, vent’anni appena compiuti, che ha letteralmente spazzato via i punti in palio sui Gran Premi della Montagna, assicurandosi la prima maglia verde della corsa e confermando quelle doti di attaccante puro che aveva già mostrato in Oman. Il gruppo, però, non ha mai concesso il bis: sotto la regia delle squadre dei favoriti, con la Jayco AlUla a tenere alto il ritmo in previsione del suo uomo Schmid, il margine dei fuggitivi si è assottigliato metro dopo metro fino a scomparire del tutto quando il percorso ha cominciato a farsi più impegnativo, con le asperità che si susseguivano come in un rosario di sofferenza per chi aveva speso troppo.
La salita di La Morra e un finale in leggera ascesa
La vera selezione, come spesso accade in queste occasioni, è arrivata sulle pendenze della salita di La Morra, un’ascesa di seconda categoria la cui vetta distava poco più di dieci chilometri dal traguardo. Un muro di sei chilometri e mezzo al 4,6 per cento, la cui pendenza media racconta solo in parte la durezza reale di un terreno che costringe ad alternare ritmo e posizione in sella. In quel frangente, la Ineos Grenadiers ha preso in mano le redini del gruppo, rendendo vani i tentativi di allungo di qualche azzardo solitario e preparando il terreno per la volata ristretta che sarebbe seguita. Il finale, infatti, seppur in leggera ascesa negli ultimi due chilometri, non si è rivelato abbastanza duro da permettere a un vero scalatore di fare il vuoto, ma nemmeno troppo semplice da consegnarsi nelle mani dei velocisti puri, creando così il contesto ideale per un passista-sprint del calibro di Laurance.
La volata di Barolo è stata una dimostrazione di forza e tempismo. A quattrocento metri dall’arrivo, con la strada che si faceva ancora più impegnativa, il francese ha trovato il varco giusto e ha lanciato la sua progressione, lasciando sul posto Schmid, che pure ha mostrato la sua solida esplosività, e un Ulissi che, nonostante l’età e una carriera costellata di successi, ha dimostrato ancora una volta di essere un osso duro da spolpare in queste corse. Alle loro spalle, un gruppetto di inseguitori composto da nomi come Adrien Boichis, quarto, e i due uomini del Team UKYO, Nicolo Garibbo e Federico Iacomoni, ha completato la top ten, testimoniando come la classifica generale, grazie anche ai cronometraggi che hanno accreditato lo stesso tempo ai primi cinquanta, resti ancora tutta da scrivere.
La giornata segnata dall’incidente di Michael Zarate
La giornata, pur caratterizzata dall’alta velocità e dalla spettacolarità del passaggio della corsa attraverso nove comuni della provincia di Asti, è stata però funestata da una caduta che ha riportato l’attenzione sui rischi intrinseci di questo mestiere. Il messicano Michael Zarate, ventidue anni, portacolori della Petrolike, è caduto violentemente mentre si trovava in coda al gruppo nella discesa di Moglia di Cherasco, la cosiddetta “discesa nuova”, finendo oltre il guard-rail in una curva che non gli ha concesso scampo [citation:original source]. Soccorso immediatamente dalle ambulanze al seguito, è stato trasportato d’urgenza al nosocomio di Alba in codice rosso, per essere poi stabilizzato e trasferito in coma farmacologico alla Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, struttura specializzata diretta dal primario di turno. Le prime informazioni riferiscono che il corridore, sebbene in condizioni serie, non sarebbe in pericolo di vita, ma gli accertamenti restano in corso per valutare l’entità completa dei traumi riportati [citation:original source].




