Roma, le due facce di Villa Pamphili: tra giorno e notte, vita e morte

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Villa Pamphili, il vasto parco romano che di giorno si riempie di famiglie, jogger e ciclisti, con il calare del sole si trasforma in un rifugio per chi vive ai margini. Nonostante i cancelli vengano chiusi all’imbrunire, i punti d’accesso non ufficiali sono numerosi, rendendo impossibile isolare completamente l’area. È qui, tra gli alberi e i sentieri poco illuminati, che si consumano storie di emarginazione e, talvolta, di tragedia.

Proprio in questi giorni, il parco è al centro di un’indagine che ha scosso la città: il ritrovamento di due corpi, una donna e una bambina di pochi mesi, distanti tra loro circa duecento metri. La donna, sulla quarantina, presentava vistosi tatuaggi – un teschio su una tavola da surf e un motivo floreale – che potrebbero aiutare a risalire alla sua identità. L’autopsia, stando alle prime informazioni, non ha rilevato segni di violenza sul suo corpo, lasciando aperte diverse ipotesi sulle cause del decesso.

Ben più inquietanti, invece, i primi riscontri sul cadavere della bambina. Gli esami preliminari suggeriscono che la piccola, di appena sei mesi, potrebbe essere stata strangolata. Gli inquirenti stanno ora attendendo i risultati delle analisi del dna per confermare un eventuale legame di parentela tra i due, mentre la Procura di Roma ha già convocato un vertice per fare il punto sulle indagini. Al tavolo, oltre ai magistrati Giuseppe Cascini e Antonio Verdi, anche i vertici della Squadra Mobile, chiamati a ricostruire una vicenda che ha dell’inspiegabile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.