Jafar Panahi vince la palma d’oro a Cannes e rilancia l’appello per la libertà dell’Iran

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo anni di persecuzioni giudiziarie, arresti domiciliari e una fuga da Teheran che lo ha portato lontano dal suo Paese, Jafar Panahi è salito sul palco del Festival di Cannes per ricevere la Palma d’oro, il premio più ambito della kermesse francese. A consegnargliela, tra gli applausi del pubblico, è stata Cate Blanchett, ospite d’onore della serata, mentre la giuria presieduta da Juliette Binoche ha riconosciuto nel suo ultimo lavoro, Un simple accident, non solo un’opera cinematografica di valore, ma anche un atto di resistenza.

Il film, il più esplicitamente politico della sua carriera, nasce dalle storie raccolte durante la prigionia, restituendo voce a chi, come lui, ha subito il peso della repressione. «Nessuno può dirci cosa fare e cosa non fare», ha dichiarato Panahi, che per la prima volta ha potuto partecipare fisicamente alla cerimonia, dopo essere stato costretto a rinunciare alla presenza in passato a causa delle restrizioni imposte dal governo iraniano.

Ma oltre al riconoscimento artistico, il regista ha trasformato il palco di Cannes in una tribuna da cui lanciare un messaggio chiaro: «La cosa più importante è la libertà del nostro Paese». Un appello all’unità rivolto a tutti gli iraniani, dentro e fuori i confini nazionali, perché mettano da parte divergenze e divisioni di fronte a un obiettivo comune. Un discorso che, sebbene pronunciato in un contesto internazionale, ha il sapore di una sfida diretta al regime di Teheran, da cui Panahi è riuscito a uscire solo dopo anni di battaglie legali e intimidazioni.

La vittoria a Cannes arriva in un momento simbolico, non solo per il cinema ma per la stessa storia personale del regista, che nel 2022 era stato incarcerato per aver sostenuto le proteste scoppiate in seguito alla morte di Mahsa Amini. La sua carriera, costellata di opere censurate e premi internazionali, riflette un percorso in cui arte e impegno civile si intrecciano in modo indissolubile

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