La Fed mantiene i tassi invariati, Powell resiste alle pressioni di Trump
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Redazione Economia
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La Federal Reserve, confermando le attese del mercato, ha scelto di non modificare i tassi di interesse, mantenendoli nell’intervallo tra il 4,25% e il 4,5%, dove si trovano dal dicembre dello scorso anno. La decisione, annunciata mercoledì 7 maggio al termine dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee, riflette una strategia di prudenza da parte dell’istituto guidato da Jerome Powell, che preferisce attendere prima di compiere mosse decisive in un contesto economico reso instabile dalle politiche commerciali dell’amministrazione Trump.
«Per il momento, la Fed rimane in una fase attendista», ha commentato Ashish Shah, chief investment officer di Goldman Sachs Asset Management, sottolineando come l’incertezza legata ai dazi imposti dagli Stati Uniti spinga la banca centrale a temporeggiare. Powell, dal canto suo, ha ribadito che non vi è alcuna urgenza di intervenire sul costo del denaro, una posizione che, seppur cauta, ha offerto un parziale sostegno al dollaro, recentemente indebolito dalle tensioni commerciali e dalla crescente diffidenza degli investitori verso gli asset statunitensi.
Lo strategist Michael Ball ha osservato che i mercati, dopo l’annuncio, hanno reagito con relativa tranquillità, segno che l’atteggiamento della Fed era già stato ampiamente scontato. Tuttavia, le dichiarazioni di Powell hanno messo in luce un dato significativo: le famiglie americane, secondo il governatore, sono sempre più preoccupate per gli effetti dei dazi sull’economia reale, un elemento che potrebbe influenzare le scelte future della banca centrale.




