Mediobanca, utile netto in calo nel trimestre. Costi straordinari per l'opas Mps

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mediobanca, guidata dall'amministratore delegato Alessandro Melzi d'Eril, ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2025/2026, che si conclude a fine settembre, con un utile netto di 291,2 milioni di euro, segnando un calo dell'11,8% se paragonato ai 330 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato, questo, che deve essere letto alla luce di una serie di costi straordinari, i quali hanno inevitabilmente gravato sul conto economico dell'istituto di Piazzetta Cuccia. Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha approvato i dati lo scorso 5 novembre, evidenziando come, al di là di queste voci eccezionali, la struttura del gruppo dimostri una sostanziale solidità.

L'impatto delle operazioni straordinarie

A pesare sull'utile finale sono stati infatti 45,3 milioni di euro di costi straordinari, che, al netto degli effetti fiscali, si traducono in 30,5 milioni. Tali esborsi, come spiegato dalla banca, sono direttamente riconducibili alle operazioni legate a Monte dei Paschi di Siena e a Banca Generali, e in particolare alla difesa attuata contro l'Opas lanciata da Mps. Si tratta di risorse, poco più di 45 milioni, che gli ex vertici dell'istituto hanno destinato a consulenze finanziarie e legali di alto profilo, oltre che a campagne stampa, nel tentativo di respingere l'offerta pubblica di acquisto, una strategia che, com'è noto, non ha poi sortito l'esito sperato.

La solidità operativa al netto degli eventi straordinari

Se si escludono queste voci non ricorrenti, la performance operativa di Mediobanca si presenta assai più solida, con un utile netto adjusted che si attesta a 321,7 milioni di euro, mostrando una flessione contenuta del 2,5% su base annua. Una stabilità che trova ulteriore conferma nel Return on Tangible Equity adjusted, indicatore di redditività che si è fermato al 12,8%, dimostrando la capacità del gruppo di generare valore nonostante il contesto. A trainare i risultati, si conferma il settore del wealth management, che si erge a pilastro fondamentale della strategia complessiva, contribuendo in maniera significativa alla raccolta netta.

Le masse gestite e la raccolta

Proprio nell'ambito della gestione del risparmio, i numeri del trimestre sono positivi, con le masse finanziarie amministrate, il cosiddetto TFA, che hanno raggiunto i 116 miliardi di euro, segnando una crescita significativa. A questo risultato ha contribuito una raccolta netta di 2,5 miliardi, un flusso che sottolinea la fiducia della clientela e l'efficacia del modello di business proposto, il quale, pur in un periodo caratterizzato da spese eccezionali, continua a esprimere un potenziale di sviluppo notevole, gettando le basi per i prossimi mesi di attività.

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