Terremoto ai Campi Flegrei, nuova scossa avvertita dalla popolazione: fuori alcuni residenti
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Redazione Interno
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Una scossa di terremoto, con magnitudo 2.8, è stata distintamente avvertita nella tarda serata di ieri, martedì 17 febbraio, nell'area dei Campi Flegrei. Il sisma, secondo i dati rilevati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato localizzato con epicentro nella zona della Variante Solfatara, nel territorio comunale di Pozzuoli, e ha avuto una profondità particolarmente bassa, attestandosi intorno ai 2,9 chilometri; proprio questa caratteristica, unita all'ora serale, ne ha favorito la percezione da parte della popolazione. Le segnalazioni sono arrivate non solo dai comuni dell'area flegrea, ma anche da diversi quartieri di Napoli, come Pianura e Agnano, e dalle zone costiere di Cuma, Monterusciello e Licola, dove alcuni residenti hanno riferito di aver udito un boato precedere la vibrazione del terreno. Un fenomeno, quest'ultimo, piuttosto comune in contesti di sismicità superficiale come quello della caldera flegrea. L'evento delle 23.12, sebbene di intensità moderata, si inserisce in un contesto di attività bradisismica che le autorità continuano a monitorare con attenzione: il Comune di Pozzuoli ha infatti comunicato che l'Osservatorio Vesuviano ha segnalato l'inizio di uno sciame sismico a partire dall'ora del sisma principale, impegnando la protezione civile locale nel seguire l'evolversi della situazione.
Il dato scientifico tra sismicità e deformazione del suolo
I primi bollettini diffusi dall'Ingv forniscono un quadro preciso dell'evento, che rientra in una dinamica ormai nota per la caldera flegrea. La magnitudo di 2.8, pur non essendo elevata in termini assoluti, rappresenta un evento chiaramente avvertibile dalla popolazione, specialmente quando generato a profondità così esigue, e può talvolta causare momenti di apprensione tra chi lo sperimenta. La scossa arriva in un periodo in cui l'attenzione sul fenomeno del bradisismo resta alta, sebbene i dati più recenti indichino una certa flessione nella velocità di sollevamento del suolo; da inizio febbraio, infatti, gli strumenti registrano un valore medio preliminare di circa dieci millimetri al mese, in diminuzione rispetto ai quindici millimetri del bimestre precedente. Un dato che, se da un lato suggerisce un rallentamento della spinta del magma o dei fluidi nel sottosuolo, dall'altro non esclude affatto il ripetersi di sciami sismici come quello innescato ieri sera, i quali restano la manifestazione più tangibile, per i cittadini, della vitalità del vulcano.
La risposta degli enti locali e la percezione nella popolazione
In seguito alla scossa, che ha riportato alla mente degli abitanti episodi sismici di intensità superiore registrati nei mesi scorsi, l'amministrazione comunale di Pozzuoli ha attivato le procedure di prassi, mantenendo un costante contatto con la sala operativa della protezione civile e con l'Osservatorio Vesuviano per ricevere aggiornamenti in tempo reale sull'eventuale prosecuzione dello sciame. Sebbene non si segnalino al momento danni a persone o cose, la decisione di comunicare pubblicamente l'inizio dell'attività sismica in corso serve a mantenere alta la soglia di attenzione e a informare correttamente i residenti, molti dei quali, nelle scorse ore, sono usciti spontaneamente dalle proprie abitazioni, preferendo attendere all'esterno il cessare delle vibrazioni. Una reazione istintiva che testimonia la sensibilità di un territorio abituato a convivere con questo fenomeno, ma che non manca mai di suscitare una legittima inquietudine ogni volta che la terra torna a tremare.
Il contesto di un'attività sismica in un'area vulcanica attiva
L'area flegrea, com'è noto, è caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, che comporta continui movimenti verticali del suolo e, di conseguenza, una sismicità frequente, sebbene di bassa o media intensità. Lo sciame iniziato alle 23.12 di ieri rappresenta l'ennesimo capitolo di una sequenza che prosegue ormai da diversi anni, con fasi alterne di maggiore o minore energia; la scossa di magnitudo 2.8 è al momento l'evento di spicco di questa nuova sequenza, localizzata nei pressi della Solfatara, uno dei crateri più attivi dell'intera caldera. Le autorità scientifiche, attraverso i loro canali istituzionali, ribadiscono l'importanza di un monitoraggio costante e pluriparametrico, capace di rilevare non solo gli eventi sismici ma anche le variazioni geochimiche e le deformazioni del suolo. Ogni nuovo evento, come quello di ieri sera, viene quindi analizzato e catalogato, contribuendo ad arricchire il quadro conoscitivo di un sistema vulcanico tra i più complessi e studiati al mondo.




