Bari paralizzata dallo sciopero, nei cortei la memoria di Petrone

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La città di Bari ha vissuto una giornata di forte tensione sociale e di complicata mobilità, giacché lo sciopero generale indetto dai sindacati di base ha portato in piazza due distinti cortei, mettendo in seria difficoltà il traffico e i servizi pubblici. La protesta, che ha visto una significativa adesione del personale scolastico e di quello dei trasporti, si inserisce in un quadro di mobilitazione nazionale contro la manovra finanziaria voluta dal governo, percepita dalle organizzazioni promotrici come lesiva dei diritti dei lavoratori e orientata a favorire politiche di riarmo. I manifestanti, i quali hanno sfilato per le vie del capoluogo pugliese, non hanno voluto dimenticare, in una data del resto simbolica, la tragica vicenda di Benedetto Petrone, il giovane militante ucciso quarantotto anni fa in circostanze che la magistratura ha ricostruito come un agguato di matrice neofascista.

Le ragioni di una protesta che mira a consolidare il movimento

Questa giornata di stop, fissata di venerdì non a caso per massimizzarne l’impatto, si proponeva esplicitamente di dare continuità alla spinta dimostrata nelle precedenti, imponenti mobilitazioni di ottobre, evitando che la spinta contestativa si esaurisse. "Riprendiamoci lavoro, salario, pace e futuro": è questo lo slogan che ha unito le diverse sigle, le quali denunciano, in una sola frase, le conseguenze dello sfruttamento professionale, l’aumento delle morti sui cantieri e il sostegno, da parte dell’esecutivo italiano e del presidente americano Trump, a conflitti armati considerati espressione di imperialismi predatorî. La scelta della data, del resto, non è casuale e lega il malcontento attuale a una memoria storica precisa, quella della violenza politica, che a Bari ha lasciato una ferita profonda.

Tra disagi e flash mob, il Trentino si ferma

L’effetto dello sciopero, come spesso accade, si è fatto sentire ben oltre i confini della Puglia, coinvolgendo regioni anche a statuto speciale come il Trentino-Alto Adige. Anche lì, infatti, il trasporto pubblico e diversi servizi hanno registrato significative perturbazioni, costringendo molti, come raccontano alcune testimonianze, a ricorrere a soluzioni alternative per gli spostamenti. A Trento, un corteo particolarmente partecipato ha attraversato il centro storico per concludersi con un flash mob in piazza Duomo, un’iniziativa che ha voluto mantenere alta l’attenzione, pure in questa occasione, sulla crisi umanitaria a Gaza, collegandola idealmente alle rivendicazioni di carattere sociale ed economico.

La memoria come monito nelle piazze di Bari

Se la protesta nazionale ha un carattere economico e politico ben definito, a Bari il 28 novembre ha assunto inevitabilmente anche un connotato di memoria civica. La commemorazione di Petrone, svoltasi durante le manifestazioni, ha ricordato come la violenza politica, i cui esiti più estremi sono oggetto di indagini giudiziarie che proseguono da decenni, rappresenti un capitolo ancora non completamente chiuso per la città. Questo intreccio tra le rivendicazioni attuali e il ricordo di un episodio di cronaca nera del passato ha offerto una dimensione più profonda alla mobilitazione, sottolineando una continuità di impegno e di lotta che trascende le singole contingenze legislative.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.