Mercato dell’auto, primo trimestre 2026 in crescita e le ibride fanno il pieno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La ripartenza del settore automobilistico in Italia, dopo anni di altalena tra crisi dei chip e incentivi a singhiozzo, trova ora una conferma nei numeri del primo trimestre del 2026. A marzo, stando ai dati diffusi da Anfia, sono state immatricolate 185 mila vetture, un incremento del 7,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre nel cumulato dei primi tre mesi – da gennaio a marzo – si sfiorano le 485 mila unità, con una crescita che supera il 9%. Un’accelerazione, questa, che non racconta solo di una ripresa quantitativa, ma di una mutazione qualitativa profonda nel gusto degli automobilisti italiani, sempre più orientati verso motorizzazioni definite “green”.

Un’auto su cinque è ancora a benzina o diesel, il resto si elettrifica

La vera notizia, emergente dal focus dell’Area Studi e Statistiche di Anfia, è la netta contrazione delle alimentazioni tradizionali. A marzo, soltanto un’auto su cinque tra quelle vendute nel Belpaese è esclusivamente a benzina o diesel; nel dettaglio, le immatricolazioni di vetture a benzina crollano del 18,6% (fermandosi a una quota del 20,2%), mentre il gasolio arretra addirittura del 29,6% e si attesta sul 6,9% di market share. Il sorpasso, ormai strutturale, lo compiono le auto ad alimentazione alternativa – che includono ibride, plug-in ed elettriche pure – le quali rappresentano il 72,9% del mercato mensile, con volumi in aumento del 24,9% rispetto a marzo del 2025.

Il sorpasso delle green, un trend che non accenna a fermarsi

Preferire un’auto “green” non è più, per chi acquista oggi, una scelta di nicchia o dettata solo dagli incentivi: lo dicono i numeri del trimestre, che confermano una tendenza in atto da tempo. E se è vero che le ibride, nella loro declinazione full e mild, trainano gran parte di questa crescita, la vera svolta – resa evidente dal confronto con i dati del 2025 – risiede nella rapidità con cui benzina e diesel perdono terreno. Il mese di marzo, da solo, ha visto immatricolare oltre 185 mila vetture, un volume che non si registrava da prima delle turbolenze pandemiche; nel cumulato, le 484.577 unità rappresentano un aumento del 9,2% sullo stesso periodo dell’anno scorso. Un risultato, questo, che Anfia legge come il segnale di una trasformazione ormai consolidata.

Dalla cronaca al mercato, la svolta ibrida diventa strutturale

Nessuna retorica, dunque, ma fatti: il peso delle auto senza alcuna forma di elettrificazione si è quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa, e il mercato italiano – storicamente legato al diesel – sta compiendo un riallineamento rapido con il resto d’Europa. Le flessioni su benzina (-18,6%) e gasolio (-29,6%) non sono oscillazioni congiunturali, ma il riflesso di una domanda che premia le motorizzazioni ibride, capaci di offrire flessibilità d’uso e minori consumi senza i timori legati all’autonomia dell’elettrico puro. Le cifre parlano chiaro: quasi tre auto su quattro vendute a marzo sono a basso impatto ambientale, e il trend del primo trimestre lascia intendere che il sorpasso delle green non è più un evento da annunciare, ma una fotografia già sviluppata.

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