Il drone spia parte da Sigonella e l’isola di Kharg diventa l’obiettivo nel mirino degli Stati Uniti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ombra lunga della base navale di Sigonella si allunga fino al cuore del Golfo Persico, rivelando i contorni operativi di una strategia bellica che Washington sta mettendo in atto nei confronti dell’Iran. È decollato dalla pista siciliana un Northrop Grumman MQ-4C Triton della Marina americana, uno strumento di ricognizione ad alta quota che, privo di armamenti ma dotato di una sofisticatissima sensoristica, ha solcato il cielo per oltre quindici ore. La sua traiettoria, monitorata dagli analisti di settore, non era diretta a un semplice pattugliamento di routine: il velivolo si è spinto fino alla costa iraniana, concentrando la propria attenzione sull’area di Bushehr – dove insistono infrastrutture nucleari e basi dei Pasdaran – e, in particolare, sull’isola di Kharg.

Quest’ultima, una striscia di terra corallina situata a poche miglia dalla terraferma, rappresenta il vero nodo strategico del conflitto: qui transita il novanta per cento del petrolio esportato da Teheran, un flusso vitale che, attraverso lunghi moli capaci di ospitare superpetroliere, alimenta le casse del regime. La missione del Triton, quindi, assume i contorni di una ricognizione preparatoria: il volo di quella che viene definita una piattaforma ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) ha permesso di geolocalizzare bersagli e acquisire immagini ad alta definizione, trasformando l’isola in un obiettivo militare primario per gli Stati Uniti in quella che ormai viene indicata come la prossima fase dell’offensiva.

La circostanza ha innescato un acceso dibattito politico sul suolo italiano, laddove il segretario regionale del Partito Democratico siciliano, Anthony Barbagallo, ha sollevato un interrogativo che scuote le fondamenta della sovranità nazionale. Nel corso di una manifestazione a Messina, Barbagallo ha affermato con nettezza che “l’Italia non è in guerra contro l’Iran, la Sicilia sì”, sottolineando come l’isola, attraverso la base di Sigonella, sia di fatto divenuta una piattaforma logistica a tutti gli effetti per le operazioni belliche statunitensi. A corroborare questa tesi, il segretario ha richiamato l’attenzione sulle recenti attività della US Navy che, nei giorni scorsi, aveva pubblicizzato via social le esercitazioni condotte con elicotteri militari tra l’Etna e le Madonie, un carosello di mezzi che, a detta dei sindaci della zona, è atterrato persino in aree di pregio naturalistico come Piano Catarineci, sollevando un coro di proteste tra gli amministratori locali preoccupati per l’impatto ambientale e, più ancora, per la mancanza di trasparenza istituzionale.

Il volo del Triton e la preparazione all’assalto

La scelta di utilizzare il MQ-4C Triton, un velivolo dal costo che si aggira tra i 150 e i 200 milioni di dollari, non è affatto casuale. Si tratta di un gigante dei cieli, con un’apertura alare di quasi quaranta metri, capace di operare a oltre quindicimila metri di altitudine per ventiquattro ore consecutive. La sua missione, partita nella mattinata di domenica 8 marzo dalla Sicilia, ha seguito una geometria operativa precisa: mentre un Boeing P-8A Poseidon sorvolava in sicurezza il territorio saudita, il Triton si è spinto in avanti, avvicinandosi pericolosamente alla costa iraniana. Gli esperti di intelligence open source hanno evidenziato come il drone abbia “orbitato” per ore nei pressi dell’isola di Kharg, raccogliendo dati fondamentali sugli accessi marittimi e sui movimenti delle difese iraniane.

Queste operazioni, definite dal governo italiano come “logistiche” e “non cinetiche” in virtù degli accordi bilaterali del 1954 che regolano l’uso delle basi, si inseriscono in un quadro di preparazione avanzata al conflitto. La battaglia per il controllo del Golfo, secondo quanto emerge dai movimenti aerei, è già entrata nel vivo. I velivoli americani – dai caccia ai bombardieri strategici decollati dall’Inghilterra, fino agli elicotteri d’attacco Apache – sorvolano in continuazione il mare e la costa, in quello che è stato definito un “carosello infernale” volto a smantellare la rete di difesa aerea e missilistica iraniana. L’isola di Kharg, in particolare, è stata descritta dai vertici militari statunitensi come la “corona” dell’Iran, un obiettivo la cui neutralizzazione potrebbe paralizzare economicamente il paese.

Sigonella e l’impegno diretto nel conflitto

La centralità della base etnea nelle dinamiche belliche mediorientali non è una novità, ma l’intensità attuale ne sta ridefinendo il ruolo. Mentre il Pentagono rivendicava attacchi di precisione sull’isola, colpendo oltre novanta obiettivi militari – inclusi depositi di mine navali e bunker – senza però danneggiare le infrastrutture petrolifere, la base di Sigonella ha continuato a fungere da snodo. Solo nelle ultime ore, la Marina statunitense ha segnalato ulteriori movimenti strategici: un secondo Boeing P-8A Poseidon, decollato sempre da Sigonella, ha attraversato il Mediterraneo in linea retta per trasferirsi probabilmente in Qatar o Bahrein, mentre un altro MQ-4C Triton operava nuovamente sulle acque del Golfo.

Questa simultaneità di eventi, osservano gli analisti, sottolinea l’importanza dell’asse logistico che collega le basi europee ai punti caldi del Medio Oriente, trasformando di fatto la Sicilia in un prolungamento operativo del Comando Centrale degli Stati Uniti. La richiesta di riferire in Parlamento, avanzata da Barbagallo e da altre voci politiche come quella della deputata regionale Valentina Chinnici, nasce proprio dalla consapevolezza che il territorio nazionale – e in particolare quello siciliano – è esposto a conseguenze dirette di uno scenario bellico che, pur non essendo formalmente dichiarato dall’Italia, si combatte con mezzi e risorse che partono dal suolo italiano. L’inerzia del governo, in questo frangente, viene criticata come una forma di complicità implicita con le operazioni unilaterali degli Stati Uniti e di Israele, in aperta violazione, secondo gli esponenti dell’opposizione, dei principi di legalità internazionale.

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