Elezioni in Romania annullate, interferenze russe dietro il candidato di estrema destra
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Redazione Esteri
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La Corte costituzionale romena ha annullato il voto del primo turno delle elezioni presidenziali, rivelando che l'avanzata di Călin Georgescu, candidato di estrema destra, non è stata un risultato naturale. Secondo i documenti dell'intelligence romena, declassificati su richiesta del presidente uscente, la campagna elettorale di Georgescu è stata orchestrata da un attore statale, la Russia, attraverso una massiccia operazione sui social media. Questa operazione ha coinvolto la condivisione di messaggi identici e l'utilizzo di influencer per creare consenso artificiale.
Le indagini hanno portato a perquisizioni in tre abitazioni nella città di Brașov, nella Romania centrale, in relazione ai reati di corruzione di elettori, riciclaggio di denaro e falsificazione informatica. La procura ha dichiarato che queste perquisizioni sono parte di un'inchiesta più ampia sulle interferenze straniere nelle elezioni romene.
L'attivismo russo, nonostante l'impegno sui fronti caldi di Ucraina e Siria, continua a influenzare i Paesi che infastidiscono Mosca o che cercano di avvicinarsi all'Europa, come la Moldova, la Georgia e la Romania. Tuttavia, in questo caso, l'ingranaggio si è inceppato, portando alla scoperta delle interferenze e all'annullamento del voto.
Il candidato Călin Georgescu, che ha ottenuto il 22,95% dei voti nel primo turno, è stato al centro di questa controversia. La sua improvvisa popolarità è stata attribuita non solo alla scelta anti-sistema dei romeni delusi dai partiti tradizionali, ma anche alla campagna orchestrata dalla Russia.




