In Romania si indaga sulle infiltrazioni russe su TikTok dopo le elezioni annullate

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Romania, il sospetto di ingerenze russe ha portato all'annullamento del primo turno delle elezioni presidenziali, con conseguenti perquisizioni e indagini giudiziarie. Il candidato di estrema destra filo-russo, Calin Georgescu, che aveva vinto il primo turno, ha invitato gli elettori a recarsi nuovamente alle urne, sottolineando che il voto è un diritto acquisito. Le autorità stanno verificando possibili reati di corruzione elettorale, riciclaggio di denaro e falsificazioni informatiche, oltre a eventuali violazioni della legge che proibisce l'attività di formazioni neofasciste, razziste e xenofobe.

Nel frattempo, a Bucarest, la vita sembra scorrere normalmente, senza proteste in strada, nonostante l'annullamento delle elezioni. I locali sono pieni di gente che si gode il sabato, mentre il programmatore informatico Mirel Apostol, dopo aver degustato una ciorba, esprime incertezza riguardo alla decisione della Corte costituzionale, affermando che la soddisfazione dipenderà dagli sviluppi delle prossime settimane.

Il leader leghista Matteo Salvini, noto per le sue posizioni filo-russe, ha definito pericoloso l'annullamento del voto, sebbene nel governo italiano nessuno sembri seguirlo su questa linea. Salvini, che in passato aveva elogiato apertamente il Cremlino, ha cambiato atteggiamento da quando è iniziata la guerra in Ucraina, optando per un approccio più pacifista durante il governo di Mario Draghi.

L'inchiesta in corso mira a fare chiarezza sulle presunte interferenze russe, con l'obiettivo di garantire la trasparenza e la legalità del processo elettorale in Romania.

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