Giorgio Oliva, l'imprenditore che atterra con l'elicottero sulle piste da sci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per la seconda volta in otto mesi, l'imprenditore bresciano Bortolo Giorgio Oliva ha utilizzato il suo elicottero privato come una sorta di taxi di lusso per raggiungere le piste da sci, atterrando sulla neve senza alcuna autorizzazione. Dopo un episodio analogo, che si era verificato lo scorso aprile sulle piste di Madonna di Campiglio e che gli era costato una sanzione amministrativa, l’uomo ha replicato l’azione sabato 13 dicembre nel comprensorio del Maniva, in provincia di Brescia. Decollato dallo stabilimento della sua azienda, la Olifer srl di Odolo, specializzata in laminati, l’imprenditore ha posato il velivolo, un Robinson R66, direttamente sul manto innevato, ha indossato gli sci e ha iniziato la discesa, aggirando di fatto le normali vie d’accesso come gli impianti di risalita.

La dinamica e le sanzioni immediate

L’atterraggio, effettuato in assenza di qualsiasi permesso dalle autorità competenti per la gestione dello spazio aereo e della sicurezza sulle piste, non è passato inosservato ed è stato immediatamente intercettato dai carabinieri sciatori in servizio di controllo sul territorio montano. La motivazione addotta da Oliva, la medesima già offerta in occasione del primo episodio, è stata di una disarmante semplicità: pressato dagli impegni aziendali e colto dal desiderio improvviso di sciare, avrebbe scelto la via più diretta e rapida, benché del tutto illecita, per soddisfare quella che lui stesso ha definito una “voglia”. Il gesto gli è costato, anche questa volta, una multa salata, mentre un’ombra più pesante, che potrebbe comportare la sospensione della patente di volo, si addensa ora sul suo destino di pilota.

Il contesto locale e una difesa inaspettata

Nel paese di Odolo, centro industriale della Valsabbia, la figura di Oliva non sembra essere messa in discussione dalla singolare condotta. Diversi concittadini, anzi, tendono a minimizzare l’accaduto, dipingendolo come “l’unico vizio” di un uomo peraltro noto per il suo impegno lavorativo, arrivando persino a dichiarare un sentimento di difesa verso l’imprenditore. Una posizione, questa, che stride palesemente con la ripetitività della violazione e con i potenziali rischi per la sicurezza pubblica che un atterraggio non autorizzato in un’area affollata come una pista da sci inevitabilmente comporta.

Un precedente giudiziario e il rischio concreto

Il fatto che si tratti di una reiterazione aggrava notevolmente la posizione dell’uomo. La multa da duemila euro pagata dopo l’episodio di Madonna di Campiglio, infatti, non ha avuto effetto deterrente, dimostrando una certa noncuranza nei confronti delle normative. Le autorità aeronautiche, di fronte a un secondo identico illecito commesso a così breve distanza, sono ora chiamate a valutare provvedimenti più severi, che potrebbero incidere sulla licenza di pilota di Oliva. L’inchiesta dei carabinieri, oltre a constatare la violazione in sé, dovrà accertare le precise responsabilità e le eventuali omissioni che hanno permesso il decollo e l’avvicinamento allo sciabile, un aspetto che potrebbe allargare il perimetro dell’indagine.

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