Un imprenditore atterra di nuovo in elicottero sulle piste da sci: sanzione dopo il blitz dei carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Decidere di evitare il traffico, i tornanti e le code per raggiungere le piste è stata, per la seconda volta in pochi mesi, una scelta costosa. Nella mattinata di sabato 13 dicembre, un elicottero privato ha infatti posato i suoi pattini sulla neve del comprensorio Maniva Ski, a Bagolino, in provincia di Brescia, in un'area non autorizzata e fuori pista, scatenando l’intervento dei carabinieri sciatori della stazione locale. L’allarme, partito dopo segnalazioni di alcuni sciatori, ha portato i militari a identificare il pilota e proprietario del velivolo, il valsabbino Giorgio Oliva, presidente delle Industrie Riunite Odolesi, il quale ha giustificato la manovra con la fretta di iniziare a sciare. Un episodio che, come riportato dai referti delle forze dell'ordine, ricalca in modo impressionante quanto già accaduto ad aprile scorso a Madonna di Campiglio, quando lo stesso imprenditore compì un'analoga azione finendo sanzionato.

Un copione già visto, tra norme violate e procedure di sicurezza

La scena, pur cambiando lo scenario montano, si è dimostrata identica nel suo svolgimento: l’atterraggio in una zona non consentita, il velivolo lasciato incustodito sulla neve e la successiva identificazione da parte delle autorità. L’operazione, come spiegato dai carabinieri, viola una serie di regolamenti che disciplinano la sicurezza aerea e quella delle aree sciistiche, destinate esclusivamente al transito degli utenti a piedi o con gli sci ai piedi. L’atterraggio di un mezzo aereo, senza le dovute autorizzazioni rilasciate dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e senza coordinamento con la gestione dell’impianto, crea infatti un pericolo potenziale, considerando la possibile presenza di persone e la mancanza di segnaletica o di procedure di emergenza per un simile evento. Alcuni di loro, osservando la scena, hanno sottolineato il rischio intrinseco di una manovra tanto inconsueta in un luogo affollato.

Le indagini e il percorso giudiziario precedente

I militari, giunti sul posto, hanno immediatamente avviato le procedure del caso, accertando la totale assenza di permessi per quell’atterraggio in piena regola. L’imprenditore, come emerso dalle prime dichiarazioni, ha sostenuto di aver agito per abbreviare i tempi di trasferimento, mostrando di non considerare pienamente le implicazioni di un gesto che aveva già prodotto una sanzione amministrativa. Il precedente di aprile, che riguardò un atterraggio non autorizzato in Trentino, aveva già coinvolto l’uomo in un procedimento che si concluse con il pagamento di una multa, un dettaglio che rende l’ultima azione ancor più grave agli occhi delle forze dell’ordine, le quali trattano il fatto come un caso di recidiva nell’ambito delle contravvenzioni al codice della navigazione e ai regolamenti locali.

Le implicazioni e il quadro normativo di riferimento

L’episodio, al di là della singolarità, porta all’attenzione il complesso quadro di norme che governano il volo a bassa quota e l’utilizzo di velivoli privati in aree sensibili come quelle montane. La legge, in particolare, prevede autorizzazioni specifiche per atterraggi al di fuori degli aerodromi, legati solitamente a emergenze o a operazioni particolari, mentre il sorvolo di centri abitati e di assembramenti di persone è soggetto a restrizioni severe. La multa elevata all’imprenditore, il cui importo è stabilito dalle tariffe in vigore per le violazioni al codice della navigazione aerea, si somma dunque alla precedente, delineando un modus operandi che le autorità giudicano con grande severità, data la potenziale pericolosità per l’incolumità pubblica. L’azione dei carabinieri sciatori, specializzati nel controllo del territorio montano, ha permesso di gestire rapidamente la situazione, assicurando che il velivolo venisse rimosso senza creare ulteriori disagi o pericoli per gli sciatori presenti.

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