Banca Ifis, Bankitalia chiede rettifiche per 215 milioni e un rinnovo del board
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Redazione Economia
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Banca Ifis dettaglia al mercato i possibili effetti dell'ispezione della Banca d'Italia, conclusasi con un giudizio «parzialmente sfavorevole». Su richiesta della Consob, l'istituto ha integrato le informazioni diffuse lo scorso 25 settembre, indicando rettifiche potenziali per complessivi 215 milioni di euro, in parte già recepite nei conti al 30 giugno.
Cosa ha rilevato l'ispezione di Via Nazionale
Le criticità riscontrate dagli ispettori di Palazzo Koch riguardano i processi di monitoraggio, classificazione e valutazione del credito, oltre alle procedure di recupero e alle metodologie di valutazione nel comparto degli Npl acquistati da terzi. Banca Ifis, pur prendendo atto dei rilievi, ha dichiarato di poter confermare la solidità e correttezza dei propri modelli di recupero, sottolineando che gli stessi sono stati validati di recente da tre consulenti esterni indipendenti.
Il recepimento delle risultanze ispettive, basate su dati riferiti al 31 dicembre 2025, comporterebbe riclassificazioni di crediti per 200 milioni di euro, di cui circa 145 milioni già contabilizzati nella semestrale, con un ulteriore incremento dell'Npl ratio di circa 50 punti base.
L'impatto sui conti e il nodo delle cessioni
Sul fronte delle rettifiche, 157 milioni riguardano il portafoglio di crediti deteriorati acquisiti, mentre 58 milioni afferiscono ai crediti in bonis, di cui circa 45 milioni già recepiti al 30 giugno. Le indicazioni della Vigilanza comporterebbero inoltre un aumento degli attivi ponderati per il rischio pari a 128 milioni di euro, legato alle operazioni di cartolarizzazione, di cui 108 milioni già contabilizzati nel primo semestre.
La banca punta a concludere entro fine anno la cessione dell'intero comparto Npl, per il quale ha già ricevuto una decina di offerte vincolanti; l'obiettivo è contenere le svalutazioni rispetto alle stime di Bankitalia, considerato che gli acquirenti non sono soggetti alle stringenti regole bancarie sulla classificazione dei crediti.
Le richieste su dividendi e governance
Tra le misure richieste da Via Nazionale figura l'aggiornamento della politica di distribuzione dei dividendi, ferma al 2023, per prevedere che la distribuzione di utili e riserve sia subordinata al mantenimento di un margine patrimoniale non inferiore a 100 punti base rispetto ai livelli di capitale complessivamente richiesti, inclusa la guidance. Banca Ifis ha precisato che gli Overall Capital Requirement, comprensivi della Pillar 2 Guidance applicabili ad esito del procedimento di aggiornamento, risultano pienamente rispettati sulla base dei dati al 30 giugno 2026.
Il nuovo assetto del consiglio di amministrazione
Sul fronte della governance, le risultanze ispettive hanno evidenziato carenze nel funzionamento del consiglio di amministrazione in merito alla centralità dello stesso nel processo decisionale, al livello di dialettica consiliare e al presidio delle principali scelte strategiche con impatti sulla misurazione e sul governo dei rischi aziendali. Il piano di rimedio prudenziale prevede pertanto una revisione della composizione del board con la nomina di nuovi membri, in prevalenza indipendenti.
Banca Ifis ha sottolineato che tale rinnovo era già atteso per la scadenza dei requisiti di indipendenza di alcuni amministratori nell'aprile 2028. La banca è ora guidata dall'amministratore delegato Raffaele Zingone, subentrato a Frederik Geertman, dimessosi il 24 settembre per motivi personali, mentre Fabio Lanza è stato nominato direttore generale.
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