Puigdemont sfugge all'arresto e si rifugia a Waterloo
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Redazione Esteri
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L'ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, è riuscito a evitare l'arresto a Barcellona e si è rifugiato a Waterloo, in Belgio. Puigdemont, leader indipendentista di Junts per Catalunya, era rientrato in Spagna dopo sette anni di fuga per bloccare l'investitura del socialista Salvador Illa a governatore della regione. Tuttavia, dopo un comizio di soli dieci minuti, è riuscito a sfuggire alla polizia e a lasciare il paese.
La fuga rocambolesca
Puigdemont ha beffato la polizia di Barcellona grazie a un muro umano, un cappello di paglia e una sedia a rotelle. La sua fuga ha sollevato molte domande su come sia riuscito a evitare i controlli e a sfuggire all'arresto. Un giudice della Corte Suprema ha avviato un'indagine per capire come sia stato possibile.
Le reazioni politiche
Il leader del Partito Popolare ha chiesto le dimissioni immediate dei ministri dell'Interno e della Difesa, accusandoli di negligenza. Nel frattempo, Puigdemont ha dichiarato sui social media di trovarsi a Waterloo e ha criticato l'operazione di polizia e la reazione dei vertici politici e della sicurezza.
La conferenza stampa dei Mossos d'Esquadra
Il giorno dopo la fuga di Puigdemont, i massimi dirigenti dei Mossos d'Esquadra, il commissario capo Eduard Sallent e il direttore generale Pere Ferrer, insieme al consigliere degli interni Joan Ignasi Elena di Esquerra Republicana, hanno convocato una conferenza stampa per spiegare il fallimento del dispositivo di polizia. La polizia di Barcellona è ora sotto accusa per non essere riuscita a trattenere l'ex presidente.
La rocambolesca fuga di Puigdemont ha messo in luce le falle nel sistema di sicurezza spagnolo e ha riacceso il dibattito sull'indipendenza catalana. La situazione rimane tesa e le conseguenze politiche potrebbero essere significative.




