Roberta Valente notaio in Sorrento, ascolti in crescita e pubblico diviso: l’esperimento della “fiction dimezzata” arriva al capolinea
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Domenica 10 maggio, in prima serata su Rai1 e contestualmente in streaming su RaiPlay, andrà in onda l’epilogo di “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”. Dopo il rinvio che ne ha modificato la programmazione delle ultime battute, la serie con Maria Vera Ratti si appresta a chiudere i battenti con l’episodio intitolato “I sogni son desideri?”, un finale che – a giudicare dalle anticipazioni – promette di sciogliere i nodi sentimentali e professionali accumulati dalla protagonista. La notizia, però, non è soltanto legata al destino della giovane notaia alle prese con un limoneto conteso e una crisi matrimoniale ormai senza ritegno, quanto piuttosto alla strategia con cui la televisione pubblica ha deciso di accompagnare gli spettatori verso questo saluto. Il condizionale, nel Titolo, è d’obbligo: se chiuderà in bellezza lo diranno solo i numeri definitivi e le recensioni del giorno dopo, intanto un’assaggio (grazie a una clip diffusa nelle scorse ore) ha riacceso i riflettori su una delle scommesse più atipiche di questa stagione televisiva.
Il test del “formato ridotto” supera l’esame dei dati, ma l’orario divide il fronte dei telespettatori
L’esperimento della “fiction ristretta”, quella che propone un solo episodio in prima serata invece del consueto doppio appuntamento, ha funzionato. Dal punto di vista dei numeri crudi, la strategia ha portato a una crescita costante del pubblico, seppur con una spaccatura netta nelle abitudini di fruizione. Da un lato, i dati Auditel raccolti nelle ultime settimane indicano un trend positivo per la rete ammiraglia Rai, con punte d’ascolto che hanno sfiorato i target più ambiti nella fascia tra le 21:45 e le 23:05; dall’altro, però, il fronte social è letteralmente esploso contro i palinsesti, e le lamentele maggiori (curiosamente) si sono indirizzate verso Mediaset, dove il problema – a quanto pare – resta sempre lo stesso, ovvero l’incertezza dell’orario d’inizio. C’è da fare un passo indietro, per comprendere il fenomeno: Rai1 era partita con questa sperimentazione proprio con “Roberta Valente”, osando spezzare il finale in due serate anziché concentrarlo in una sola. Una decisione, quella di dilazionare l’attesa del pubblico, che ha inevitabilmente inciso sulla percezione narrativa, soprattutto ora che la storia della protagonista – tra dubbi atavici, segreti di famiglia e incartamenti notarili sempre più delicati – era entrata nel vivo della tensione.
La crisi del limoneto e il tracollo delle nozze: le carte in tavola per l’ultima puntata
Dunque, cosa succederà nell’episodio conclusivo di questo ciclo? La sceneggiatura mette in campo almeno due fronti caldi: il caso del limoneto di Vito (che rischia di essere trasformato in un parcheggio, con buona pace della memoria affettiva del pescatore) e la crisi definitiva con Stefano. La relazione con il compagno storico, giunta ormai a un punto di non ritorno dopo una serie di incomprensioni e silenzi, sembra destinata a chiudersi proprio sull’altare: le anticipazioni parlano di nozze saltate, con Roberta che comprende di non poter più condividere il progetto di vita con un uomo che – a suo dire – non l’ha mai capita fino in fondo. Di contro, il legame con Vito (interpretato da Erasmo Gentili) si fa sempre più intenso, e non è un caso che la clip in anteprima diffusa dalla stampa mostri proprio un primo piano dei due, quasi a suggellare un passaggio di testimone sentimentale. E c’è anche chi, tra i fan, ha già battezzato la nuova coppia, lasciando intendere che la notaia potrebbe finalmente trovare quella serenità che sin qui le è mancata. Non mancano, inoltre, le sottotrame legate al passato travagliato della famiglia della Ratti, con la sorella Leda che fa da ago della bilancia tra rancori sopiti e improvvise riappacificazioni.
Il peso della serialità dimezzata e la reazione del pubblico social
Ma al di là dei colpi di scena narrativi, ciò che più interessa gli addetti ai lavori è la tenuta del format in sé. La scelta di allungare di una settimana l’attesa tra il penultimo e l’ultimo episodio (con il settimo episodio andato in onda il 3 maggio e l’ottavo posticipato al 10 maggio) ha generato un’ondata di malcontento sui social network, dove migliaia di utenti hanno bollato la manovra come “scellerata” o “incomprensibile”. Si è letto di tutto, dalla paura che Rai1 volesse adottare questo modello per tutte le future produzioni, alla frustrazione per la riduzione effettiva dei minuti di fiction in palinsesto (circa 50 minuti netti contro gli oltre 90 del tradizionale doppio episodio). Tuttavia, l’analisi a freddo dei dati di ascolto racconta una verità più sfumata: la rete ha mantenuto una leadership nella fascia, e l’esperimento – seppur contestato – ha ottenuto una validazione numerica che difficilmente verrà ignorata in futuro. “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”, insomma, chiude il suo cerchio lasciando un’eredità doppia: da un lato i destini (più o meno lieti) dei suoi personaggi, dall’altro una lezione di programmazione che terrà banco nei palinsesti dei prossimi mesi.




