Lollobrigida e Fitto difendono l'accordo Ue-Usa sui dazi al 15%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Francesco Lollobrigida e Raffaele Fitto, interpellati durante il Meeting di Rimini sulle complesse questioni dei dazi, hanno adottato un approccio improntato al realismo e alla massima cautela. Pur riconoscendo che «nessun dazio è positivo», entrambi hanno sottolineato come l'intesa raggiunta tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, che fissa le tariffe al 15%, rappresenti il miglior compromesso possibile in un contesto negoziale estremamente delicato. Fitto, nella sua veste di vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, ha definito l'accordo «serio» e, sebbene non facile, il migliore ottenibile date le circostanze, aggiungendo che il lavoro diplomatico deve proseguire con determinazione.

Tuttavia, non mancano le voci critiche che mettono in guardia dalle ripercussioni concrete su specifici settori. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha lanciato un monito circa le conseguenze per il vino italiano, paventando il rischio concreto che produttori di altri Paesi, come l'Argentina, possano approfittare della situazione per conquistare quote di mercato negli Usa a discapito delle aziende nazionali. Giansanti ha espresso scetticismo sull'idea di poter compensare la perdita di un mercato così rilevante semplicemente dirottando le esportazioni verso altre destinazioni.

Mentre il governo italiano, attraverso i suoi ministri, cerca di presentare l'intesa come un punto di partenza stabile che offre un orizzonte di certezza per i prossimi sei mesi, le preoccupazioni del mondo agricolo evidenziano le criticità di un settore che si sente esposto. Lollobrigida, da parte sua, ha preferito glissare sulle eventuali misure di sostegno finanziario che potrebbero essere previste in manovra per attenuare l'impatto delle nuove tariffe, lasciando intendere che qualsiasi discussione in merito sia ancora prematura.

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