Garlasco, un video di Sempio riemerge dal computer di Chiara Poggi
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Redazione Interno
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Dal passato, spesso sepolto ma mai del tutto cancellato, affiorano nuovi frammenti. Una notte di marzo del 2007, cinque mesi prima che la sua vita venisse spezzata, Chiara Poggi conservò nel suo computer un filmato, quasi una reliquia di una normalità perduta. Quel video, mostrato in esclusiva dalla youtuber Francesca Bugamelli sul canale Bugalalla Crime, ritrae un gruppo di giovani, tra cui si riconoscerebbe Andrea Sempio, amico di famiglia e oggi indagato per l'omicidio, in atteggiamenti goliardici all'interno di una scuola. La pellicola, di per sé, potrebbe apparire come un semplice ricordo adolescenziale, un documento di serate provinciali; ciò che invece solleva interrogativi di natura procedurale è la traccia dell’accesso a quel file. Secondo quanto riportato, infatti, il computer di Chiara, già sotto sequestro, fu aperto e visionato il giorno successivo alla sua morte, il 14 agosto 2007, un’operazione avvenuta al di fuori di una formale perizia e di cui si perse memoria per quasi diciotto anni.
L'accesso al pc fuori dalla procedura
La vicenda processuale, complessa e costellata di colpi di scena, si arricchisce così di un ulteriore elemento, che si intreccia con una questione già nota agli inquirenti. Gli stessi carabinieri che il pomeriggio del 13 agosto, all’indomani del ritrovamento del, videro Andrea Sempio presentarsi più volte davanti alla villetta di via Pascoli, chiedendo notizie su quanto accaduto in una casa che conosceva bene, si trovarono materialmente in possesso del computer della vittima. Che qualcuno, tra loro, abbia deciso di accedervi immediatamente, in assenza di un mandato specifico per un'analisi informatica approfondita, introduce un'ombra sulle modalità di gestione iniziale delle prove. La riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia, che ha portato all’iscrizione di Sempio nel registro degli indagati, ha inevitabilmente costretto a riesaminare l'intero corpus probatorio con uno sguardo nuovo, e quel video, sempre esistito agli atti, assume oggi una diversa potenziale rilevanza.
Il contesto di un'indagine mai sopita
Il filmato, che la youtuber Bugamelli ha definito “inedito” nel senso di mai reso pubblico prima, si aggiunge al materiale già divulgato dallo stesso canale poche settimane fa: le foto che ritraggono Sempio, appunto, fermo davanti all’abitazione dei Poggi nel pomeriggio del delitto, mentre attorno si muovevano mezzi di soccorso e forze dell'ordine. Elementi, questi, che la magistratura sta vagliando nel più ampio contesto investigativo, nel quale si inseriscono anche le impronte digitali rinvenute all'interno della casa, che secondo gli accertamenti della scientifica apparterrebbero proprio a Sempio. La scoperta di questa traccia informatica, e della sua tempistica di consultazione, non fa che ribadire la natura intricata di un caso giudiziario che, nonostante il trascorrere degli anni, continua a porre domande sulle dinamiche dei fatti e sulla stessa condotta delle prime indagini.
Le domande senza risposta
Al di là del contenuto scanzonato del video, che mostra giovani intenti a intrufolarsi in un edificio scolastico, la questione centrale ruota attorno al percorso di quella prova digitale. Come sia stato possibile che un accesso così precoce al dispositivo, avvenuto in una fase così delicata, non sia stato adeguatamente documentato e sia finito nel dimenticatoio per quasi due decenni, resta un punto da chiarire. Non si tratta, ovviamente, di stabilire colpe o responsabilità in questa sede, ma di constatare come ogni nuovo frammento riportato alla luce obblighi a ripercorrere l’intera catena custodiale delle evidenze. Il giallo di Garlasco, con il suo carico di dolore e di mistero, dimostra così che la verità processuale è un mosaico in continua evoluzione, dove anche un file dimenticato può tornare a chiedere conto del proprio posto nella ricostruzione dei fatti.




