Il caso Starace, il Pd difende l'ex assessora mentre l'inchiesta si allarga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda giudiziaria e politica che ha travolto Graziamaria Starace, assessora regionale al Turismo della Puglia fino alla serata di mercoledì 17 giugno, continua a tenere banco nel dibattito politico regionale, con il Partito Democratico che è sceso in campo in sua difesa e le opposizioni, in particolare Fratelli d'Italia, che invece attaccano il governatore Antonio Decaro e la scelta di aver affidato una delega così delicata a una persona già al centro di più di un procedimento giudiziario.

Un fronte di polemiche che si è aperto ancor prima che la Starace rassegnasse le dimissioni, conferendo alla vicenda un carattere di scontro politico totale.

Il sostegno del gruppo democratico e la definizione di "gesto di responsabilità"

In una nota ufficiale, i consiglieri del gruppo Pd alla Regione hanno espresso piena "vicinanza e solidarietà" alla Starace, definendo il suo passo indietro come un "gesto di responsabilità" che "non era in alcun modo dovuto" e che anzi rappresenta una "scelta tutt'altro che scontata, compiuta nel rispetto delle istituzioni e per tutelare il regolare svolgimento dell’azione amministrativa".

I democratici, nel ribadire la loro fiducia nella magistratura, hanno sottolineato come la scelta della ormai ex assessora fosse finalizzata a tutelare se stessa e la propria famiglia dall'esposizione mediatica, auspicando che la Starace possa presto ritrovare la serenità necessaria per affrontare questo momento complesso.

Di particolare interesse è il richiamo al garantismo che i consiglieri del Pd hanno voluto inserire nella nota, con una punta polemica diretta verso gli esponenti del centrodestra che hanno chiesto le sue dimissioni: "Il garantismo non è un abito da indossare e togliere a seconda della convenienza politica, o vale per tutti, o non vale per nessuno".

Un messaggio chiaro per rivendicare il diritto della Starace a essere considerata innocente fino a prova contraria, come chiunque altro, e per respingere quelli che il Pd definisce "processi sommari costruiti per convenienza politica", ribadendo che la verità si accerta esclusivamente nelle sedi competenti.

La risposta di Fratelli d'Italia e le critiche al presidente Decaro

Di diametralmente opposto avviso, come prevedibile, l'opposizione di centrodestra; i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia hanno infatti subito replicato con durezza, attaccando la presunta "discontinuità" del governatore Decaro, accusato di non aver valutato con la dovuta attenzione la scelta di mettere al Turismo di una regione a vocazione turistica come la Puglia una persona con così tanti conflitti di interesse.

Proprio questo, secondo FdI, il punto centrale della vicenda, che prescinde persino dai reati contestati: "La moglie di Cesare non deve essere solo onesta, ma apparire tale".

Gli affari di famiglia e il conflitto di interessi

Non a caso, la discussione politica si è rapidamente spostata sul conflitto di interessi che, secondo le critiche, era palese sin dall'inizio: la Starace, infatti, è socia di una società che gestisce un villaggio turistico, il Crovatico Club, oltre a possedere direttamente ben quattordici case vacanza a Vieste, in una delle zone più gettonate del Gargano.

Un patrimonio che non sarebbe in sé un problema, se non fosse che l'ex assessora ha lavorato su un disegno di legge sugli affitti brevi che, per sua stessa natura, avrebbe protetto gli operatori già presenti sul mercato.

La faccenda diventa più intricata se si considera la partecipazione della famiglia nell'azienda "Crovatico Vacanze", una quota di circa l'8 per cento ereditata dal padre Giovanni Starace, che nei fatti rende l'ex assessora, seppur indirettamente, titolare di interessi in un resort che sorge su una baia del Parco nazionale del Gargano. Un quadro, questo, che a molti osservatori era apparso già subito incompatibile con il ruolo di chi avrebbe dovuto governare le politiche del turismo regionale.

Le inchieste giudiziarie: concussione e abusi edilizi

A rendere la posizione dell'ex assessora ancora più complessa è, ovviamente, la pioggia di procedimenti penali che pendono sul suo capo. In primo luogo, l'ex assessora è indagata per concussione dalla Procura di Foggia, insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e a un dirigente comunale, in relazione a una vicenda che vede al centro l'ex marito, Alessandro Corso.

Secondo l'ipotesi investigativa, la Starace avrebbe esercitato pressioni sull'uomo, minacciandolo di far revocare la concessione di uno stabilimento balneare se non avesse pagato gli alimenti dovuti per i figli.

Un altro fronte giudiziario riguarda poi un procedimento per presunti abusi edilizi, commessi in una struttura turistica di sua proprietà a Vieste. In quel caso, la Starace si è sempre difesa attribuendo le responsabilità all'ex marito, all'epoca gestore della struttura, e ha provveduto a demolire le opere abusive e a sanare la posizione non appena ne è venuta a conoscenza.

In mezzo a queste trame, la stessa Starace si è costituita parte offesa in un procedimento per maltrattamenti contro l'ex marito, una vicenda che è stata spesso richiamata come un tentativo di mettere in luce la sofferenza personale che avrebbe preceduto e condizionato le vicende familiari.

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