La Borsa di Milano corre con banche e difesa, Mediobanca vola verso il delisting

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’azionario del Vecchio Continente ha viaggiato spedito, nell’ultima seduta, sospinto da una combinazione di fattori che hanno ridato fiducia agli investitori: da un lato, il comparto bancario e quello della difesa hanno fatto da traino, con Piazza Affari che si è nuovamente distinta per sprint e vitalità; dall’altro, un cauto ottimismo è filtrato dall’Asia e da Wall Street, dove il settore tecnologico ha mostrato segni di ripresa dopo le turbolenze delle settimane scorse, quelle legate ai timori di una bolla speculativa sull'intelligenza artificiale. Il Ftse Mib, l'indice principale della Borsa italiana, ha chiuso con un progresso dell'1,3%, attestandosi a 46.354,52 punti e andando così a toccare – come accade ormai con una certa frequenza in questo periodo – livelli che non si vedevano dalla fine del 2000. Una performance, quella milanese, che è stata tra le migliori in Europa e che ha trovato il suo principale motore in una notizia di natura prettamente domestica e industriale.

Il risiko bancario trascina i listini, Mediobanca svetta

A scaldare i cuori (e i portafogli) degli operatori è stata, in particolare, l’evoluzione della partita che ruota attorno al futuro di Mediobanca. Il Titolo dell'istituto guidato da Alberto Nagel ha messo a segno un rally del 5,7%, dopo che il consiglio di amministrazione di Mps – che ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,54% – ha dato il via libera al progetto di fusione per inrazione di Piazzetta Cuccia. Un’operazione, questa, che porterà al delisting della merchant bank milanese, la quale abbandonerà così Piazza Affari dopo settant'anni di quotazione ininterrotta. L'accordo, che prevede la creazione di una nuova entità controllata da Rocca Salimbeni e destinata a raccogliere le attività di corporate e investment banking, ha quindi innescato un vero e proprio acquisto sul titolo, trascinando con sé l’intero comparto del credito: Bper e Banco Bpm, seppur in misura minore, hanno registrato aumenti significativi, confermando come il risiko bancario continui a essere un tema caldo per la piazza finanziaria nazionale.

La difesa europea vola, petrolio e oro in primo piano

Parallelamente al comparto creditizio, un altro settore ha mostrato una forza notevole, trainato da dinamiche geopolitiche e industriali di più ampia portata. I titoli della difesa, con Leonardo in prima fila (un balzo superiore al 4%), hanno beneficiato dei conti oltre le attese della britannica Bae Systems, una sorta di termometro per l'intera industria europea del settore, e del clima di rinnovata attenzione verso la spesa militare nel Vecchio Continente. E se la Borsa viveva di questi vigorosi rialzi settoriali, il mercato delle materie prime non è stato da meno, offrendo spunti di riflessione e movimenti altrettanto decisi. Il prezzo del petrolio, infatti, ha accelerato al rialzo, con il Wti che ha guadagnato diversi punti percentuali in una sola giornata: gli operatori, in questo caso, hanno dovuto fare i conti con le dichiarazioni del vicepresidente americano Jd Vance, il quale ha di fatto raffreddato gli entusiasmi sorti dopo i contatti tra Stati Uniti e Iran, chiarendo che Teheran non avrebbe accettato tutte le condizioni poste dall’amministrazione Trump per una soluzione diplomatica della controversia nucleare, lasciando così aperto – sullo sfondo – lo spettro di un possibile intervento militare.

Sempre sul fronte delle materie prime, l'oro ha nuovamente brillato, tornando a toccare e superare la soglia psicologica dei 5.000 dollari l’oncia, in un contesto di acquisti che ha visto gli investitori cercare rifugio in attesa di chiarimenti dalla Federal Reserve, della quale erano attesi i verbali dell'ultimo vertice. L'andamento del metallo prezioso, balzato di oltre il 2%, ha confermato come, nonostante il buon momento delle borse, permangano elementi di cautela legati all'inflazione e alle future mosse delle banche centrali, in un equilibrio che rimane comunque teso tra voglia di rischio e necessità di protezione.

Il tech riparte da Wall Street, l'attesa per la Fed

A dare slancio alle piazze europee, nel corso della mattinata, aveva contribuito anche il buon andamento dei futures americani, con gli indici statunitensi che si apprestavano ad aprire in territorio positivo. Il Nasdaq, in particolare, ha mostrato una certa vitalità, recuperando terreno dopo le recenti difficoltà: a sostenere il comparto tecnologico ci hanno pensato i risultati di alcune aziende come Analog Devices e le notizie riguardanti Nvidia, che ha siglato un accordo pluriennale per la fornitura di chip a Meta, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il comparto. Questa ritrovata fiducia ha quindi agito da volano anche per l'Europa, sebbene l'attenzione degli operatori fosse catalizzata altrove, e precisamente sui verbali dell'ultima riunione del Federal Open Market Committee. Dalle minute, gli investitori cercavano indizi – magari un'eco delle discussioni interne – sulla tempistica e sull'entità dei futuri tagli dei tassi d'interesse, in un clima di attesa che ha reso la seduta ricca di spunti ma, al contempo, sospesa in un equilibrio vigile.

keywords: Borsa, Milano, Mediobanca, Mps, difesa, petrolio, oro, Fed, Wall Street, Ftse Mib description: Seduta positiva per le Borse europee con banche e difesa in primo piano. A Milano il Ftse Mib segna +1,3% grazie al rally di Mediobanca dopo l'annuncio della fusione con Mps. Petrolio in rialzo per le tensioni Usa-Iran e oro sopra i 5.000 dollari in attesa dei verbali della Fed.

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