Semestre filtro in medicina, tra assegnazione dei posti e disagi: il punto dopo la prima applicazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’anno accademico in corso, quello 2025/2026, ha visto l’operatività piena della riforma che ha introdotto il cosiddetto semestre filtro, una novità strutturale che ha riscritto in modo radicale le regole per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria. La procedura, come è ormai noto, ha reso libera l’iscrizione al primo semestre, subordinando però la permanenza nel percorso di studi al superamento di quattro esami propedeutici – Biologia cellulare e genetica, Chimica e Propedeutica biochimica, Fisica medica e Statistica – i cui programmi sono stati uniformati a livello nazionale proprio con l’intento di garantire un criterio di selezione omogeneo ed equo su tutto il territorio.

Le contromisure degli atenei per mitigare l’impatto

Di fronte a una transizione così significativa, molte università hanno attivato, fin dalle prime settimane, una serie di misure di supporto volte ad accompagnare gli studenti in questa fase delicatissima. L’Università di Catania, per fare un esempio, ha confermato un pacchetto organico di iniziative didattiche ed economiche, mirate a sostenere gli iscritti durante il semestre aperto. Queste azioni, che comprendono tutoraggi rafforzati e agevolazioni sulle tasse per chi si trova in condizioni di particolare difficoltà, puntano esplicitamente a bilanciare la natura selettiva del meccanismo con un’attenzione all’inclusività e alle pari opportunità di successo, tentando di scongiurare il rischio che la selezione si trasformi in un muro insormontabile per chi proviene da contesti scolastici più fragili.

La rivendicazione politica a fronte del “caso mediatico”

A pochi giorni dalla chiusura della seconda sessione di immatricolazioni, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini è intervenuta pubblicamente in Parlamento, in occasione di un question time alla Camera dei deputati, per rivendicare i primi risultati numerici della riforma. Con tutti i 17.278 posti disponibili a livello nazionale che risultano coperti, la ministra ha sottolineato come l’obiettivo primario di assegnazione delle risorse sia stato raggiunto. Nel suo intervento, peraltro, Bernini ha accusato esplicitamente le opposizioni di avere “costruito un caso mediatico” attorno alle criticità del semestre filtro, minimizzando così le voci di disagio che pure, nel concreto, si sono manifestate in diversi atenei e che hanno portato a interventi correttivi straordinari.

Le riaperture straordinarie e gli aggiustamenti in corsa

Proprio quei disagi, del resto, non sono rimasti sulla carta delle proteste ma hanno avuto un riscontro amministrativo tangibile. Diversi atenei, infatti, hanno dovuto attivare finestre di immatricolazione straordinarie per sopperire a problemi emersi durante l’applicazione della nuova procedura. L’Università del Piemonte Orientale, per citarne una, ha riaperto le iscrizioni ai corsi a ingresso libero, offrendo una possibilità aggiuntiva valida fino a marzo. Questo genere di intervento, se da un lato dimostra una certa flessibilità del sistema nel rispondere alle criticità, dall’altro conferma che la transizione verso il nuovo modello non è stata esente da intoppi operativi, i quali hanno costretto gli uffici a rivedere i calendari e a correggere il tiro in corsa per non lasciare scoperti posti che, pur essendo formalmente assegnati, rischiavano di rimanere vacanti a causa di difficoltà procedurali.

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