Volkswagen ID.Tiguan, la prova dell'erede elettrica di ID.4 e ID.5
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Redazione Economia
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Addio ID.4, benvenuta ID.Tiguan. Volkswagen ha confermato il ritorno ai nomi tradizionali anche per i modelli a emissioni zero: dopo ID.Polo e ID.Cross, tocca ora alla ID.Tiguan, la sport utility elettrica che prende il posto dell'accoppiata ID.4 e ID.5. La vettura, provata in anteprima in versione ancora camuffata, segna un cambio di passo sia nelle denominazioni sia nello stile, con un design che si stacca radicalmente dal corso stilistico inaugurato dalla famiglia ID originale.
Dimensioni e design: addio alle linee della ID.4
La nuova arrivata cresce in lunghezza: 462 centimetri contro i 453 della ID.4, un aumento di circa dieci centimetri che dovrebbe tradursi in maggiore spazio a bordo per passeggeri e bagagli. Sotto le pellicole gialle del prototipo si intravedono fari a matrice di LED con luci diurne nella parte superiore, unite da una fascia luminosa che attraversa il logo illuminato. Fanno capolino anche gli air curtain nel paraurti anteriore, mentre al posteriore si notano fanali con effetto 3D e il logo retroilluminato di colore rosso. Rispetto alla ID.
4 spariscono le maniglie a filo della carrozzeria, sostituite da una soluzione più convenzionale: una scelta che, insieme alle forme più spigolose, suggerisce un deciso allontanamento dalla precedente generazione stilistica. Tra i dettagli visibili, le differenze nei paraurti dei due prototipi rivelano la presenza di una versione R-Line, una prima assoluta per un'elettrica della gamma ID.
Piattaforma MEB+ e powertrain
Sotto la pelle, la ID.Tiguan poggia sull'evoluzione della piattaforma modulare MEB, ora denominata MEB+. L'architettura aggiornata non stravolge le motorizzazioni ma ne affina l'efficienza: le versioni a trazione posteriore offrono 190 cavalli con motore APP350 e 286 cavalli con l'APP550, mentre la variante a trazione integrale abbinata a due motori elettrici raggiunge i 299 cavalli totali.
Due le taglie di batteria disponibili: quella da 58 kWh di tipo LFP per la motorizzazione meno potente e quella da 77 kWh con chimica NMC per le altre. Nel corso del breve test drive, la nuova taratura delle sospensioni ha assecondato il confort senza penalizzare l'agilità, e la funzione one pedal consente di gestire la rigenerazione fino all'arresto completo. L'unità provata, nella configurazione Pro 4Motion, ha evidenziato un consumo medio dichiarato di 19,9 kWh/100 km.
Interni e dotazione tecnologica
Nonostante la plancia fosse rigorosamente coperta da un drappo, gli interni della ID.Tiguan seguono l'impostazione già vista su ID.Polo: davanti al guidatore trova posto un cruscotto digitale da 10 pollici, mentre al centro domina lo schermo dell'infotainment da 15 pollici. Il volante è tornato a disporre di tasti fisici, una soluzione che Volkswagen ha introdotto dopo le critiche mosse ai comandi capacitivi delle precedenti elettriche, mentre la selezione delle marce avviene tramite il comando sul piantone, ripreso dalla ID.4.
Tra le altre funzionalità, la nuova funzione one pedal ideale in città per ridurre i consumi e aumentare l'autonomia, e la presenza dei freni a tamburo sull'asse posteriore.
Produzione, debutto e mercato
La presentazione ufficiale della Volkswagen ID.Tiguan è fissata per l'inizio di ottobre, con la produzione in serie che dovrebbe partire entro la fine del 2026 nello stabilimento tedesco di Emden. Le prime consegne in Europa sono previste per l'inizio del 2027, mentre per gli Stati Uniti non è stata ancora comunicata una data di debutto. Il prezzo di partenza non è stato ufficialmente confermato, ma diverse fonti indicano una forbice compresa tra i 42.000 e i 43.000 euro.
La scelta del nome non è casuale: la Tiguan a combustione, con oltre 8,3 milioni di esemplari prodotti dal debutto, è attualmente il modello più venduto dell'intero Gruppo Volkswagen a livello mondiale, e continuerà a essere offerta in parallelo con motorizzazioni benzina, diesel e ibride plug-in.
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