Stellantis, Audizione di Tavares delude, cresce la mobilitazione per lo sciopero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'attesa audizione dell'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio, non ha dissipato i dubbi e le incertezze che circondano il futuro dello stabilimento di Termoli. Convocata per chiarire il quadro della crisi industriale che investe Stellantis e il settore dell'automotive, l'audizione si è rivelata un'occasione mancata per fornire risposte concrete. Tavares, infatti, non ha presentato alcun documento, limitandosi a risposte generiche, come sottolineato dal leader della Uilm, Rocco Palombella. Anche il segretario della Fim, Ferdinando Uliano, ha espresso delusione, chiedendo un "Pnrr per l'auto".
La crisi del settore automotive, che non vedeva una mobilitazione nazionale dagli anni '90, ha portato i sindacati a chiamare a raccolta anche Teramo, una provincia con numerose imprese, piccole e medie, che occupano oltre 2000 lavoratori. Negli ultimi mesi, 150 operai interinali sono stati lasciati a casa, poiché i loro contratti non sono stati rinnovati. Le parole di Tavares sulla Gigafactory di Termoli, intervenuto nel dibattito pubblico organizzato dal Pd Molise, hanno accentuato la preoccupazione che Stellantis voglia disimpegnarsi rispetto alla produzione e alla ricerca negli stabilimenti italiani, compreso quello di Termoli, con l'inevitabile ulteriore emorragia di lavoro che ne deriverà.
L'audizione di Tavares non ha portato a nessuna novità significativa, lasciando sindacati e lavoratori in attesa di risposte concrete e di un piano chiaro per il futuro dello stabilimento di Termoli e del settore automotive in Italia.




