Fattura elettronica 2026, le nuove specifiche tecniche scattano il 15 maggio: più codici destinatario e la svolta per il lavoro sportivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La lunga attesa, per gli uffici contabili e i professionisti del settore, è destinata a concludersi con l’arrivo della primavera inoltrata. Dal prossimo 15 maggio 2026, come confermato dalle ultime comunicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, entreranno ufficialmente in vigore le nuove specifiche tecniche legate alla fatturazione elettronica, racchiuse nella tanto attesa versione 1.9.1 del tracciato XML. Un aggiornamento, questo, che non si limita a una semplice manutenzione del sistema, ma introduce quattro modifiche sostanziali capaci di incidere sulla gestione quotidiana di migliaia di operatori, soprattutto se si considera l’aumento del carico amministrativo per le aziende strutturate su più sedi e per gli enti sportivi dilettantistici.

Tra le novità più rilevanti dal punto di vista operativo, spicca senza dubbio l’intervento sui cosiddetti “codici destinatario”. Fino ad oggi, le aziende che operavano attraverso molteplici sedi legali o operative si trovavano spesso costrette a fare i conti con un limite piuttosto rigido, che impediva una reale automazione del ciclo passivo. Con l’aggiornamento alla versione 1.9.1, il tetto massimo viene innalzato da 100 a 300 codici destinatario per singolo utente o provider. Una modifica, apparentemente solo tecnica, che consente alle holding e ai grandi gruppi aziendali di gestire con maggiore fluidità lo smistamento della corrispondenza fiscale, riducendo drasticamente il rischio di errori materiali nello smistamento delle bolle passive.

Lavoro sportivo e la franchigia da 15mila euro

Un altro capitolo centrale di questa rivoluzione silenziosa riguarda il comparto del lavoro sportivo dilettantistico, una delle aree più tormentate delle recenti riforme fiscali. Per risolvere i frequenti disguidi legati alla corretta applicazione della franchigia di esenzione IRPEF (fissata a 15.000 euro annui lordi), il fisco ha introdotto un elemento di codifica specifico all’interno del blocco “AltriDatiGestionali” del file XML. In pratica, i compensi erogati agli sportivi che rientrano in questo regime agevolato dovranno essere marcati con la nuova stringa “ESENZSPORT”. Un meccanismo, questo, che funge da segnale immediato per il sostituto d’imposta (siano esse ASD o SSD), il quale viene così esonerato dall’applicazione della ritenuta d’acconto, a patto naturalmente che venga rispettata la soglia prevista dalla normativa. Si tratta di un tentativo di semplificazione che mira a ridurre le contestazioni in sede di dichiarazione dei redditi, anche se richiederà un aggiornamento tempestivo dei software gestionali per evitare il rigetto del documento.

I gruppi IVA e il rischio di scarto

Non mancano, nelle pieghe delle 31 pagine del provvedimento, correttivi pensati per le realtà economiche più complesse, come i gruppi IVA. La nuova release introduce un controllo incrociato più stringente sulla corrispondenza tra la partita IVA e il codice fiscale del cessionario o committente. In particolare, se una fattura viene emessa nei confronti del rappresentante di un gruppo IVA, il sistema di interscambio (SdI) verificherà che il codice fiscale riportato non coincida con quello “virtuale” del gruppo, bensì con quello reale della società partecipante all’operazione. Un accorgimento che potrebbe sembrare banale, ma che in passato generava frequenti errori di accettazione; adesso, in assenza di corrispondenza, la fattura verrebbe scartata con l’apposito codice errore “327”, costringendo il fornitore a riemettere il documento con un notevole dispendio di tempo e risorse.

Trasparenza nelle filiere agricole con il codice CUN

Parallelamente agli aggiornamenti strutturali della versione 1.9.1, l’Agenzia delle Entrate ha messo a punto un ulteriore tassello riguardante la trasparenza dei prezzi nel settore primario. In attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 3, comma 7-bis del D.L. n. 63/2024 (modificato dalla Legge n. 182/2025), è stato definito l’obbligo di indicare il codice CUN (Commissione Unica Nazionale) per alcune specifiche filiere agroalimentari. Un obbligo che interessa, almeno in questa prima fase, gli operatori dei comparti suinicolo, cunicolo, delle uova e del grano duro. Dal punto di vista pratico, all’interno del tracciato ordinario della fattura, il cedente dovrà compilare un’apposita sezione per associare il prodotto al codice identificativo pubblicato dal Ministero dell’agricoltura. Un meccanismo studiato per consentire alle commissioni di monitorare in tempo reale l’andamento dei prezzi, anche se per i commercialisti si tratta di un ennesimo livello di controllo da verificare prima dell’invio telematico al Sistema di Interscambio.

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