Giorgio Armani rileva la Capannina di Forte dei Marmi, culla della mondanità italiana

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un nuovo capitolo, destinato a segnare la storia della Versilia, si è aperto per La Capannina di Forte dei Marmi, il locale divenuto leggenda che, dal lontano 1929, incarna l'essenza della vita mondana italiana. A scriverlo, con un gesto che unisce affetto per la tradizione e visione imprenditoriale, è Giorgio Armani, lo stilista novantunenne che ha scelto di rilevare l’intera attività. L’acquisizione, perfezionata in questi ultimi giorni d’agosto, rappresenta non soltanto un investimento ma anche, come lui stesso ha sottolineato, un "tributo alla tradizione italiana" e un "ritorno alle origini" per un uomo che da sempre considera Forte dei Marmi un rifugio personale.

La storia del locale, fondato quasi un secolo fa da Achille Franceschi in una semplice capanna sul mare, si è intrecciata in modo indelebile con quella del costume nazionale. Dal giorno di Ferragosto del 1929, quel posto è stato infatti il palcoscenico privilegiato dove l'Italia ha mostrato le sue evoluzioni, le sue mode e le sue contraddizioni, diventando un crocevia irrinunciabile per artisti, scrittori e intellettuali di ogni generazione.

Un passaggio cruciale si registrò nel 1977, quando la gestione passò a Gherardo Guidi, scomparso purtroppo nell’ottobre dello scorso anno all’età di 83 anni, e a sua moglie Carla. Sotto la loro guida, il locale consolidò ulteriormente la sua fama, divenendo meta fissa delle star internazionali del cinema e della musica nonché la fucina che lanciò i re del cabaret all'italiana, da Jerry Calà a Teo Teocoli fino a Giorgio Panariello. A quel periodo risale anche la realizzazione di alcune significative scene del film cult "Sapore di mare" di Carlo Vanzina, pellicola che contribuì a cementare nell'immaginario collettivo il mito di quel luogo.

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