Genova, arrestato per la rapina alla pasticceria Viganotti: il ruolo cruciale delle telecamere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica dell'aggressione, che sabato scorso ha improvvisamente spezzato la quiete del primo pomeriggio nel cuore di Genova, è stata ricostruita nei dettagli dagli investigatori, i quali hanno potuto contare su un testimone silenzioso e infallibile. Quel pomeriggio, infatti, un uomo è entrato nella storica pasticceria Viganotti, situata in vico dei Castagna, con l'intento di impossessarsi dell'incasso; non esitando, pur di raggiungere il suo scopo, a strattonare con violenza una delle commesse, azione che le ha procurato delle visibili escoriazioni e lividi su un braccio e sulla mano, prima di darsi a una fuga precipitosa attraverso i carruggi.

La caccia all'uomo parte dalle immagini di sorveglianza

Le indagini, affidate alla Polizia Locale, hanno preso una piega decisiva grazie alla meticolosa analisi delle registrazioni del sistema di videosorveglianza cittadino, il quale ha immortalato senza soluzione di continuità i movimenti del rapinatore: dalle immagini che lo ritraggono mentre varca la soglia del negozio a quelle che, poco dopo, lo seguono mentre si allontana in fretta dal luogo del tentato furto. Quelle sequenze, esaminate fotogramma per fotogramma, hanno offerto agli agenti non solo un identikit comportamentale ma anche preziose indicazioni sulla direzione presa dalla fuga, tracciando una mappa virtuale che si è rivelata indispensabile per circoscrivere l'area delle ricerche.

L'individuazione e la cattura in due vicoli del centro

Seguendo il percorso emerso dai filmati, le forze dell'ordine hanno potuto concentrare i propri sforzi in una zona ben precisa del centro storico, fino a rintracciare il sospettato, un cittadino marocchino di 31 anni, dapprima in vico Adorno e successivamente in vico Inferiore del Roso, dove è stato infine bloccato e condotto in arresto. L'operazione, condotta senza intoppi, ha dunque posto fine a una caccia all'uomo che aveva tenuto sulle spine l'intera area, dimostrando come l'integrazione tra tecnologia e azione investigativa tradizionale possa produrre risultati concreti in tempi relativamente rapidi.

Il percorso giudiziario e la custodia cautelare

Dopo la formalizzazione dell'arresto, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l'uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Marassi, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa dello svolgimento delle successive fasi processuali. L'episodio, al di là dell'immediato allarme sociale generato, riporta l'attenzione sull'efficacia deterrente e investigativa degli impianti di videosorveglianza, i quali, in questo caso specifico, sono stati determinanti per fornire quelle prove grafiche incontrovertibili che hanno permesso di individuare, inseguire e infine fermare il presunto autore di un gesto che ha violato la sicurezza di un luogo simbolo della città.

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