Volley femminile, i primi pass per Los Angeles 2028 si giocano già in estate

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il cammino verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, che si terranno tra due anni, è ufficialmente iniziato e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le prime decisioni significative verranno consumate prima della fine dell’estate. La Federazione Internazionale (FIVB) ha definito un percorso di qualificazione che premia la continuità e il valore dei titoli continentali, riducendo ai minimi termini la margherita delle speranze legate ai ripescaggi dell’ultimo minuto. Le prime cinque nazionali che timbreranno il pass per la rassegna californiana saranno infatti le regine dei rispettivi Campionati Continentali del 2026, in programma per le aree geografiche di Europa, Asia/Oceania, Sudamerica, Nord-Centro America e Africa. Per l’Italia, campionessa olimpica e mondiale in carica, la strada maestra passa inevitabilmente attraverso l’Europeo di agosto: un’occasione d’oro per blindare tutto, ma anche una pressione non indifferente sulle spalle di Julio Velasco.

Il regolamento dei Giochi e il valore della Nations League

Il meccanismo di selezione per Los Angeles 2028, ormai consolidato nei documenti ufficiali del CIO, prevede che il percorso si articoli in tre finestre distinte. Se la prima (i continentali) restituirà cinque squadre qualificate, la seconda sarà rappresentata dai Mondiali del 2027: in quella sede, ospitata tra Stati Uniti e Canada, le prime tre classificate che non hanno già ottenuto il visto potranno salire sul treno olimpico. Le ultime tre nazioni completeranno il lotto in base al ranking FIVB aggiornato al giugno 2028. Questo significa che, sebbene la Nations League non sia una competizione qualificante di per sé, peserà eccome sul destino delle contendenti: la graduatoria internazionale, infatti, si nutre dei match giocati nel biennio precedente, e la prossima edizione della VNL – in programma dal 3 giugno – avrà quindi un peso specifico determinante per tutte quelle nazionali che falliranno l’appuntamento con la vittoria della propria confederazione. Non si tratta di un semplice test estivo, ma di una lunga scrematura che inizierà subito dopo le amichevoli di avvicinamento.

Biella, l’Italia sperimenta in vista del debutto

Proprio in questa ottica strategica va letta la doppia amichevole che stasera, alle 21.00, vedrà opposte al Forum di Biella le azzurre di Velasco e la Francia. La sfida, che precede il debutto nella VNL contro la Bulgaria a Brasilia, è un laboratorio tecnico di prim’ordine per il commissario tecnico argentino. Velasco ha deciso di concedere un turno di riposo a pezzi pregiati della corazzata – alcune delle big sono nella lista delle 30 per la Nations League ma restano fuori dal campo in questo frangente – per testare le soluzioni alternative e allargare il gruppo. L’assenza delle titolarissime dall’inizio della contesa non è un segnale di abbassamento della guardia, bensì un’opportunità per valutare la tenuta del vivaio e, soprattutto, per osare soluzioni tattiche che sarebbe rischioso provare a giochi iniziati. La più attesa di queste sperimentazioni riguarda Ekaterina Antropova, opposto di devastante potenza, che Velasco potrebbe schierare in banda (ruolo di schiacciatrice-ricevitrice) per creare un reparto offensivo ancora più imprevedibile assieme a Paola Egonu.

Il test match e le indicazioni dal campo

Nell’immediato, il match di Biella (trasmesso in diretta su Rai Sport e in streaming) offre quindi un’Italia rinnovata, ricca di novità e priva di quel filtro psicologico che spesso accompagna gli impegni ufficiali. La cronaca del primo parziale ha già mostrato una squadra in controllo, capace di allungare nel finale grazie a un gioco corale fluido. Velasco osserverà con attenzione la reazione della retroguardia dopo l’addio di una colonna come Moki De Gennaro, così come valuterà l’impatto delle giovani leve arrivate dal campionato di Serie A. Domani, le due formazioni si sposteranno a Novara per la replica, ma l’obiettivo è chiaro: arrivare al 3 giugno con le idee il più possibile chiare. Perché, se il sogno olimpico passa dagli Europei, la costruzione della squadra per centrare quel traguardo – o per garantirsi una seconda chance via ranking – inizia a colpi di sperimentazione proprio in queste amichevoli di fine maggio.

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