Ucraina, trattative a Riad tra Usa, Russia e Kiev. Pechino valuta un ruolo da peacekeeper

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Ucraina si incontreranno domani a Riad, in Arabia Saudita, per riprendere i negoziati volti a trovare una soluzione al conflitto in corso. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un post su X, mentre due fonti vicine ai colloqui hanno fornito ulteriori dettagli alla Cnn. Lunedì, invece, sarà il turno della delegazione americana di sedersi al tavolo con i rappresentanti russi, sempre nella capitale saudita. Un doppio binario, dunque, che segna un nuovo tentativo di dialogo in un contesto internazionale sempre più complesso.

La riunione di Riad, definita interlocutoria, vedrà la partecipazione di funzionari senza mandato politico, sia da parte di Washington che di Mosca. Questo dettaglio non è secondario: indica che, almeno per ora, si tratta di un primo passo esplorativo, lontano da decisioni definitive. Grigory Kasarin, ex diplomatico russo e capo della commissione Esteri del Consiglio della Federazione, ha dichiarato in un’intervista alla tv Zvedza che la Russia si presenterà ai colloqui “con spirito costruttivo e combattivo”, auspicando “qualche progresso”. Tuttavia, le aspettative rimangono moderate, considerando le tensioni ancora vive tra le parti.

Intanto, da Bruxelles arriva un’indiscrezione che potrebbe aggiungere un tassello inedito al quadro: la Cina starebbe valutando l’invio di una forza di pace in Ucraina. Sebbene non ci siano conferme ufficiali, la mossa potrebbe rappresentare un tentativo di Pechino di assumere un ruolo più attivo nel conflitto, bilanciando l’influenza delle potenze occidentali. Un’ipotesi che, se concretizzata, potrebbe aprire nuovi scenari diplomatici.

Sul fronte americano, l’ex presidente Donald Trump ha fatto riferimento ai progressi nelle relazioni con Russia e Ucraina, parlando di “conversazioni positive” durante un breve scambio con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca. “Forse possiamo fermare quella marcia della morte il prima possibile”, ha aggiunto, senza entrare nel dettaglio. Le sue parole, però, sembrano più legate a una narrazione personale che a un reale avanzamento delle trattative, considerando il suo attuale ruolo fuori dalle istituzioni.

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