L’addio a Filippo Checchi, il ragazzo dai due respiri che univa il calcio e lo sci di fondo
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Redazione Sport
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Si è spento a soli quattordici anni Filippo Checchi, il giovane calciatore dell’Under 14 della Gsd Nuova Tor Tre Teste che lottava da mesi contro una malattia, un male che non ha lasciato scampo nonostante il coraggio dimostrato in questo breve ma intenso confronto. La notizia, diffusa dalla società rossoblù di via Candiani, ha scosso profondamente non solo l’ambiente del calcio dilettantistico romano e laziale, ma anche il mondo della Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi): un’intersezione, quest’ultima, che non ha nulla di casuale, perché Filippo era sì un talento del pallone, ma era anche il figlio di Valerio Checchi, l’ex fondista azzurro che ha calcato le piste di Coppa del Mondo dal 2001 al 2014.
Il cordoglio che arriva dal rettangolo verde e dalle piste di Coppa del Mondo
La Nuova Tor Tre Teste ha voluto affidare a un comunicato il senso di un vuoto incolmabile, scrivendo che “inutile cercare di trovare le parole giuste” e ricordando la forza e i sorrisi di questo ragazzo che resteranno dentro la società. A questo dolore, che ha attraversato gli spogliatoi dei campi romani, si è aggiunto immediatamente quello di chi lo sci di fondo lo vive come una missione di famiglia; il presidente della Fisi Flavio Roda, insieme all’intero consiglio federale, ha espresso la propria vicinanza a Valerio e alla moglie Francesca, una vicinanza che diventa abbraccio collettivo in un momento in cui lo sport perde uno dei suoi figli più giovani.
E mentre il calcio giovanile si ferma a riflettere su questa perdita – con la Lazio che attraverso il settore “Piccole Aquile 1900” ha inviato le condoglianze ai genitori e il mondo della Lega Nazionale Dilettanti che si stringe attorno alla famiglia – la storia di Filippo rivela un destino intrecciato a doppio filo con la neve e l’erba. Suo nonno, Pierluigi Checchi, è stato per anni consigliere della Fisi; la sua eredità sportiva correva quindi nelle vene del piccolo Filippo, che però aveva scelto il calcio come la sua principale forma di espressione, giocando nella formazione Under 14 della grande famiglia della Tor Tre Teste.
La reazione delle istituzioni sportive e il ricordo privato
La commozione ha superato di fatto i confini del solo calcio laziale, allargandosi a macchia d’olio fino ad arrivare a Bruno Conti, simbolo del calcio romano, che ha voluto salutare il ragazzo con una frase capace di cogliere l’essenza della sua breve esistenza: “Il tuo sorriso illuminerà sempre i nostri cuori”. Non si tratta di una frase di circostanza, ma della fotografia di un carattere che chi lo ha conosciuto descrive come solare e determinato, un ragazzo che in pochi mesi ha combattuto contro una malattia che non gli ha dato scampo ma che non è riuscita a scalfire la dignità del suo sguardo. Le parole dello zio, che sui social ha scritto “Il mio adorato nipote Filippo è volato in cielo”, hanno poi messo a nudo la tragedia privata che si nasconde dietro il clamore mediatico.
Non si conoscono i dettagli clinici della malattia, né del resto è questa la sede per scendere in un tecnicismo che poco aggiungerebbe al racconto di una vita spezzata; quello che emerge, piuttosto, è la fotografia di una famiglia, quella Checchi, che si è trovata a dover fare i conti con un dolore inaccettabile per chiunque, ma che in questi giorni ha ricevuto la solidarietà trasversale di tutto il movimento sportivo italiano.
Un ultimo saluto tra Subiaco e la Capitale
Originario di Subiaco, Filippo era conosciuto e ben voluto non solo nel quartiere romano dove giocava, ma anche nell’area della provincia e oltre, tanto che il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha voluto esprimere a nome della città abruzzese un “profondo cordoglio” per una perdita che definisce “prematura” e capace di colpire dritto al cuore di chi crede nello sport come veicolo di valori positivi. La data del funerale, fissata per mercoledì 29 aprile presso la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Subiaco, diventa così l’appuntamento conclusivo di una storia che avrebbe meritato un finale completamente diverso, un momento in cui la comunità potrà restituire alla famiglia tutto l’affetto che in queste ore è stato riversato in migliaia di messaggi.
E mentre la redazione di Gazzetta Regionale porge le condoglianze alla famiglia, la sensazione è che il calcio giovanile abbia perso molto più di un semplice atleta; ha perso un esempio di come si possa affrontare l’avversità, anche quella più estrema, senza mai smettere di credere nella bellezza di indossare una maglia e di correre dietro a un pallone. Il resto, quello che non viene detto nei comunicati ufficiali, lo spiegano già il silenzio degli spogliatoi e gli sguardi bassi dei compagni di squadra, quelli che fino a poche settimane fa dividevano con lui lo stesso sogno.
Meta Description: Morto a 14 anni Filippo Checchi, giovane calciatore della Tor Tre Teste. Il cordoglio della Fisi per il figlio dell’ex fondista Valerio e il messaggio di Bruno Conti.




