La Francia cattolica e la tentazione delle destre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A sette mesi dalle elezioni presidenziali, la visita di Papa Leone XIV riporta al centro del dibattito francese il rapporto tra cattolicesimo e politica. Il Pontefice, giunto venerdì a Parigi per un viaggio apostolico di quattro giorni, ha parlato di laicità, fine vita e intelligenza artificiale davanti alle autorità riunite all’Eliseo, mentre nelle piazze della capitale si radunavano circa 800 mila fedeli per la messa celebrata tra gli Champs-Élysées e Place de la Concorde.

La questione della laïcité

«La giusta laicità non consiste nell’escludere la religione dallo spazio pubblico», ha affermato il Papa nel suo primo discorso francese, tenuto davanti al presidente Emmanuel Macron e ai rappresentanti delle istituzioni. Il Pontefice ha sostenuto che una laicità autentica debba invece favorire il dialogo tra Stato e istituzioni religiose «al servizio del bene comune». Macron, dal canto suo, ha ribadito che la laicità francese «non è affatto la negazione della religione» e garantisce la libertà di credere o non credere.

La legge del 1905, che sancisce la separazione tra Chiesa e Stato, resta il quadro di riferimento di un equilibrio complesso, storicamente segnato da conflitti e incomprensioni.

Le critiche alla legge sul fine vita

Nel discorso all’Eliseo, Leone XIV ha denunciato quella che ha definito «l’offerta di una morte programmata», riferimento alla legge sull’aiuto a morire approvata dal Parlamento francese in luglio e validata dal Consiglio costituzionale un mese più tardi. Il Pontefice ha elencato tra le «derive» contemporanee anche le manipolazioni genetiche, la gestazione per altri e l’acquisto di organi, sostenendo che la tutela del diritto alla vita «costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano».

Denis Labayle, presidente onorario dell’associazione Le Choix, ha replicato che «non siamo in una teocrazia» e che la Chiesa cattolica deve rispettare la legge della Repubblica.

Il peso elettorale dei cattolici

La visita papale si inserisce in un panorama politico in cui l’elettorato cattolico francese appare sempre più orientato a destra. Secondo un’indagine dell’osservatorio Hexagone e dell’Ifop condotta su un campione di 10 mila persone, i cattolici praticanti che dichiarano intenzione di votare per il Rassemblement National sono passati dal 20 per cento del 2012 al 36 per cento del 2025. Nello stesso arco di tempo, la quota di quanti si orientano a sinistra è scesa dal 35,5 al 23 per cento.

I cattolici rappresentano ormai circa il 10 per cento della popolazione francese, una minoranza che, secondo gli analisti, alimenta un cattolicesimo più identitario e rivendicativo.

Il fervore religioso e le sue contraddizioni

Nonostante la secolarizzazione, la Chiesa francese registra un aumento significativo delle conversioni adulte. Nel 2026 sono stati battezzati più di 13.200 adulti, con un incremento del 28 per cento rispetto all’anno precedente e un numero più che triplo rispetto a dieci anni fa. Il 42 per cento dei nuovi battezzati ha tra i 18 e i 25 anni. Il Pontefice ha definito queste esperienze «un segno tangibile dell’azione della grazia divina, che supera di gran lunga le analisi statistiche e sociologiche».

Venerdì sera, allo Stade de France di Saint-Denis, circa 80 mila giovani hanno partecipato alla veglia di preghiera, accogliendo il Papa con grida di festa.

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